HomeEdiliziaPermessi di costruire 4° trimestre 2017

Permessi di costruire 4° trimestre 2017

Numero nuove costruzioni Q4 2017

Tramite l’indice dei permessi di costruire rilasciati per i nuovi fabbricati e le ristrutturazioni con aumento di volume per quelli esistenti si può tracciare un quadro preciso del numero delle nuove costruzioni nel quarto trimestre del 2017. Non rientrano nelle statistiche le ristrutturazioni senza aumento di volume, i cambi di destinazione d’uso e i frazionamenti.

I dati sono raccolti e elaborati dall’Istat secondo il Regolamento UE 1165/98, emanato per consentire all’Eurostat di uniformare le statistiche a livello europeo.

Indici trimestrali dei permessi di costruire

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Forte calo del -4,4% per il numero di nuove abitazioni e del  -3,7% per la superficie utile abitabile nel quarto trimestre del 2017 rispetto al precedente. La superficie delle nuove costruzioni non residenziali cala addirittura del -16,4%, vanificando l’aumento precedente.

Anche se l’ultimo trimestre del 2017 non presenta dati positivi in termini di crescita congiunturale, il numero delle abitazioni costruite resta sopra la soglia delle 12.000 unità (12.172, per l’esattezza), così come tutti i trimestri del 2017. Confermata per  il 2017, quindi,  la crescita del settore delle costruzioni. Basti pensare, infatti, che nel 2016 nessun trimestre ha mai superato la cifra delle 12.000 nuove ostruzioni.

Per quanto riguarda la superficie non residenziale, il quarto trimestre del 2017, pur restando positivo su base annua (+8,9% rispetto allo stesso trimestre del 2016), annulla quasi completamente la forte crescita del trimestre precedente, calando addirittura del -16,4%.

Indici annuali permessi di costruire

Su base annua il numero delle nuove abitazioni costruite continua a crescere del +5,7%. Sale (di conseguenza), anche la superficie, ma in maniera più consistente (+7,0%).  abitazioni rilevato per i nuovi fabbricati risulta ancora contraddistinto da una dinamica positiva (+5,7%), come pure la superficie utile abitabile (+7,0%).

Edilizia non residenziale

Per quanto riguarda l’edilizia non residenziale, siamo di fronte a un vero e proprio boom su base annua. Addirittura la crescita del comparto è del +28,8%. Essendo l’edilizia non residenziale tradizionale terreno di investimento dei grandi gruppi, questo dato fa ben sperare per il futuro dell’economia e per un analogo effetto traino per tutto il settore dell’edilizia.

Gli investimenti nel settore denotano infatti un clima di fiducia generalizzato per la richiesta futura di immobili per attività produttive e di servizi.

Indici tendenziali permessi di costruire quarto trimestre 2018
SUPERFICIE UTILE ABITABILE E NUMERO DI ABITAZIONI DEI NUOVI FABBRICATI RESIDENZIALI I trim 2010 – IV trim 2017, variazioni percentuali tendenziali – Fonte:i Istat. Dati grezzi

Il 17 ottobre 2018 sono stati pubblicati i nuovi indici dei permessi di costruire, relativi al 1° trimestre del 2018

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A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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