Indici Istat affitti Foi

Ultimo aggiornamento

Ultimi indici Istat affitti

Pubblicati gli ultimi indici Istat FOI definitivi di luglio 2019: +0,2%.

I contratti di locazione generalmente contengono la clausola per l’adeguamento del canone all’inflazione. L’adeguamento non è possibile se il locatore sceglie l’opzione della cedolare secca come regime fiscale.

Poiché la legge in molti casi prevede, per le rivalutazioni monetarie, l’uso degli indici Istat FOI, questi ultimi sono diventati gli indici riferimento anche nei casi dove non siano espressamente richiesti, come i contratti di locazione a canone libero.

Mese per mese pubblichiamo gli ultimi indici Istat FOI per le rivalutazioni monetarie, come gli adeguamenti dei canoni di locazione, i grafici con l’andamento storico e il comodo modulo per il calcolo automatico.

Pubblicità

L’ISTAT

ISTAT AFFITTI - Istituto Nazionale si Statistica- Sede di Roma - produce gli indici istat affitti
Sede Istat Roma

L‘Istituto Nazionale di Statistica produce numerosi indici dei prezzi al consumo.

Per il calcolo dell’aumento del canone di locazione sono normalmente usati gli “indici Istat Foi”, cioè gli indici istat dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati al netto dei tabacchi.

Sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, circa due settimane dopo la diffusione da parte dell’Istat.

Calcolo adeguamento Istat del canone di locazione

Nel grafico che segue potete visualizzare le variazioni percentuali degli indici Istat foi annuali e biennali semplicemente fermando il puntatore del mouse sul nodo corrispondente al mese che vi interessa.

Cliccando inoltre sui due quadratini rossi e verdi potete visualizzare o nascondere le linee corrispondenti agli indici desiderati.

Vai alla pagina con gli indici Istat FOI di luglio2019, gli ultimi disponibili, con il grafico e il modulo per il calcolo dell’aumento dell’affitto di luglio 2019.

Indici Istat affitti

Per adeguare all’inflazione i valori monetari come il canone di affitto o l’assegno per il coniuge separato, si utilizzano gli indici istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi (FOI), calcolati dall’Istat e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.

Il meccanismo di indicizzazione agli indici Istat Foi fu introdotto dalla famigerata legge “Equo canone”, n. 392 del 1978.

Gli indici Istat dei prezzi al consumo sono dei valori numerici assoluti con valori normalmente di poco superiori a 100. Quando se ne discostano troppo viene effettuato un cambio base che riporta l’indice di riferimento a 100.
Poiché è più pratico per i calcoli considerare la variazione percentuale rispetto all’indice dell’anno precedente ormai è consuetudine, quando si parla di Indice Istat, di riferirsi a questa variazione in aumento (inflazione) o diminuzione (deflazione) dell’indice vero e proprio.

Adeguamento Istat affitti all’inizio dell’anno

A volte si preferisce adeguare gli affitti o gli assegni di mantenimento all’inizio di ogni anno. In questo caso va utilizzato l’indice istat medio annuale dell’anno precedente.

Quindi, per calcolare l’aumento Istat della rata di affitto o dell’assegno di mantenimento del 2017, si userà l’indice medio annuo del 2016. In modo che la rivalutazione dell’affitto non dipenda dalle variazioni mensili, indipendentemente dalla data di stipula o di inizio versamento dell’assegno.

Media annua indici Istat affitti 2018

La media annua dell’indice Istat affitti per il 2018 è del +1,1%, come per il 2017.

Vai alle tabelle degli indici Istat FOI degli ultimi anni.

I tre indici dei prezzi al consumo

Indice NIC

(Indice Nazionale dei prezzi al consumo per l’Intera Collettività): misura l’inflazione dell’intero sistema economico. E’ l’indice di riferimento per le politiche economiche.

Indice FOI (Istat affiti)

Indice dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati: misura l’inflazione relativa ai consumi delle famiglie di lavoratori dipendenti. E’ usato per le rivalutazioni monetarie.

Indice IPCA

(Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato per i paesi dell’UE): misura l’inflazione dei diversi Paesi dell’UE in modo che sia comparabile a livello europeo. E’ l’indice dei prezzi al consumo usato per le decisioni politiche ed economiche dell’UE.

Esempio calcolo aumento Istat affitti

Mese per mese pubblichiamo gli ultimi indici Istat FOI con il modulo per il calcolo della rivalutazione relativa.

Vogliamo calcolare l’aumento istat di un canone di locazione di 660 euro con l’indice istat foi di gennaio 2019 (+0,7%).

Se nel contratto è specificato di usare la misura del 100% dell’indice istat basterà aumentare dell0 0,7% (in pratica +7 euro ogni mille) il canone precedente.

Potete moltiplicare la vecchia rata per il coefficiente 1,007 e ottenere così il nuovo canone.

Nuovo canone = Vecchio canone x 1,007€ 660 x 1,007 = € 664,62 arrotondato a € 665,00.

665 euro sarà la nuova rata dell’affitto.

Se nel contratto è specificato di usare la misura del 75% dell’indice istat, oppure non è specificato nulla, si dovrà ridurre l’indice al 75%:Si calcola il 75% di +0,7%:+0,7% x 0,75 = +0,525%.

Il nostro canone mensile di 660 euro aumenterà quindi del +0,525%:
Nuovo canone = Vecchio canone x 1,00525. € 660,00 x 1,00525 = € 663,465 arrotondato a € 663,00.

I proprietari si devono comunque ricordare che se non richiedono l’adeguamento del canone di affitto tramite raccomandata o mezzo equivalente, l’inquilino può corrispondere il vecchio importo, senza conguagli per le rate già saldate.

Non si ha diritto cioè all’adeguamento Istat retroattivo per i vecchi affitti non rivalutati, ma si potrà richiederlo, comprensivo di tutti gli aumenti (ma anche diminuzioni) per quelli futuri.

Modello raccomandata richiesta adeguamento canone di locazione

75% o 100% dell’Indice Istat

La legge n. 431 del 9/12/1998 ha permesso, a partire dal 30/12/1998 la rivalutazione libera del canone di locazione, anche nella misura del 100% dell’indice Istat Foi. Occorre però che la misura della rivalutazione sia chiaramente indicata in una clausola del contratto di locazione, altrimenti dovrà essere usato il 75%

Contratti stipulati prima del 30 dicembre 1998

Per tutti i contratti di locazione a uso diverso dall’abitativo non importa quando stipulati, e per quelli a uso abitativo stipulati prima del 30 dicembre 1998, la legge stabilisce che per la rivalutazione dell’affitto non si possa superare il 75% dell’indice istat foi.