Indici Istat Foi


Ultimo aggiornamento

Pubblicati gli indici Istat FOI definitivi  di dicembre 2018: +1,0%. L’inflazione rallenta, ma sono sempre i beni energetici non regolamentati, combustibili e carburanti, a dettare il passo.Senza di essi, nel 2018, l’inflazione media annua si sarebbe fermata allo 0,7%

Indici Istat affitti per il calcolo dell’adeguamento del canone di locazione all’inflazione.

L‘Istituto Nazionale di Statistica produce numerosi indici dei prezzi al consumo. Per il calcolo dell’aumento del canone di locazione vanno usati gli “indici Istat Foi”, cioè gli indici istat dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati al netto dei tabacchi. Sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, circa due settimane dopo la diffusione da parte dell’Istat.

Per gli indici istat affitti definitivi di di gennaio 2019 occorre aspettare il 21 febbraio 2019.

Nel grafico che segue potete visualizzare le variazioni percentuali degli indici Istat foi annuali e biennali semplicemente fermando il puntatore del mouse sul nodo corrispondente al mese che vi interessa. Cliccando inoltre sui due quadratini rossi e verdi potete visualizzare o nascondere le linee corrispondenti agli indici desiderati.


Vai alla pagina con gli indici Istat FOI di dicembre 2018, gli ultimi disponibili, con il grafico e il modulo per il calcolo dell’aumento dell’affitto di dicembre 2018.


Ultimi indici Istat affitti per il calcolo dell’adeguamento dell’affitto

Qui sotto i collegamenti agli ultimi indici Istat FOi pubblicati. Ogni mese ha la sua pagina dedicata con l’indicazione dell’indice assoluto, le variazioni percentuali mensili, annuali e biennali e il grafico dell’andamento degli indici Istat FOI. Sono riportati gli indici al 100% e al 75%. Disponibile, inoltre un comodo modulo di calcolo che aggiorna in tempo reale l’aumento del canone di locazione in base ai dati inseriti. Oltre agli indici Istat al 75 e al 100% è possibile inserire un indice diverso qualora fosse previsto.

Indice Dicembre 2018: +1,0%

Indice Novembre 2018: +1,4%

Indice Ottobre 2018: +1,5%

Indice Settembre 2018: +1,3%

Indici Istat per affitti

Per adeguare all’inflazione i valori monetari come il canone di affitto o l’assegno per il coniuge separato, si utilizzano gli indici istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi (FOI), calcolati dall’Istat e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale . Il meccanismo di indicizzazione agli indici Istat Foi fu introdotto dalla famigerata legge “Equo canone”, n. 392 del 1978.

Gli indici Istat dei prezzi al consumo sono dei valori numerici assoluti con valori normalmente di poco superiori a 100. Quando se ne discostano troppo viene effettuato un cambio base che riporta l’indice di riferimento a 100.
Poiché è più pratico per i calcoli considerare la variazione percentuale rispetto all’indice dell’anno precedente ormai è consuetudine, quando si parla di Indice Istat, di riferirsi a questa variazione in aumento (inflazione) o diminuzione (deflazione) dell’indice vero e proprio.


Adeguamento Istat affitti all’inizio dell’anno

A volte si preferisce adeguare gli affitti o gli assegni di mantenimento all’inizio di ogni anno. In questo caso va utilizzato l’indice istat medio annuale dell’anno precedente. Quindi, per calcolare l’aumento della rata di affitto o dell’assegno di mantenimento del 2017, si userà l’indice medio annuo del 2016. In modo che la rivalutazione non dipenda dalle variazioni mensili, indipendentemente dalla data di stipula o di inizio versamento dell’assegno.

Media annua Indici Istat

La media annua dell’indice Istat affitti per il 2018 è del +1,1%, come per il 2017.

Vai alle tabelle degli indici Istat FOI degli ultimi anni.

I tre indici dei prezzi al consumo

NIC

(Indice Nazionale dei prezzi al consumo per l’Intera Collettività): misura l’inflazione dell’intero sistema economico e differenti abitudini. E’ l’indice di riferimento per le politiche economiche.

FOI

(Indice dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati): misura l’inflazione relativa ai consumi delle famiglie di lavoratori dipendenti. E’ usato per le rivalutazioni monetarie.

IPCA

(Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato per i paesi dell’UE): misura l’inflazione in modo da essere comparabile a livello europeo. Usato per le decisioni politiche ed economiche dell’UE.

Esempio calcolo aumento istat affitto

Come si calcola l'aumento Istat dell'affitto
Mese per mese pubblichiamo gli ultimi indici Istat FOI con il modulo per il calcolo della rivalutazione relativa.

 

Vogliamo calcolare l’aumento istat di un canone di locazione di 660 euro con l’indice istat foi di settembre 2018 (+1,3%).
Se nel contratto è specificato di usare la misura del 100% dell’indice istat basterà aumentare dell’1,3% (in pratica +13 euro ogni mille) il canone precedente.
Potete moltiplicare la vecchia rata per il coefficiente 1,013 e ottenere così il nuovo canone.
Nuovo canone = Vecchio canone x 1,013
€ 660 x 1,015 = € 668,58 arrotondato a € 669,00.
669 euro sarà la nuova rata dell’affitto.


Se nel contratto è specificato di usare la misura del 75% dell’indice istat per affitti oppure non è specificato nulla si dovrà ridurre l’indice istat al 75%:

Si calcola il 75% di +1,3%:
+1,3% x 0,75 = +0,975%.

Il nostro canone mensile di 660 euro aumenterà quindi del +0,975%:
Nuovo canone = Vecchio canone x 1,00975.

€ 660,00 x 1,00975 = € 666,435 arrotondato a € 666,00.

Come richiedere l’adeguamento Istat affitti

I proprietari si devono comunque ricordare che se non richiedono l’adeguamento del canone di affitto tramite raccomandata o mezzo equivalente, l’inquilino può corrispondere il vecchio importo, senza conguagli per le rate già saldate.
Non si ha diritto cioè all’adeguamento retroattivo per i vecchi affitti non rivalutati, ma si potrà richiederlo, comprensivo di tutti gli aumenti (ma anche diminuzioni) per quelli futuri.

Modello raccomandata richiesta adeguamento canone di locazione

75% o 100% dell’indice Istat affitti

I contratti di locazione abitativa stipulati dopo il 30 dicembre 1998, data di entrata in vigore della nuova legge sulle locazioni abitative (legge n. 431 del 9/12/1998) possono essere rivalutati ogni anno in misura libera e quindi anche del 100% se espressamente specificato. In mancanza di una clausola che stabilisca la misura della rivalutazione del canone di locazione, in caso di lite, se le parti avessero il coraggio di ricorrere in giudizio, la rivalutazione sarà calcolata nella misura del 75% dell’indice ISTAT FOI al netto dei tabacchi

Contratti stipulati prima del 30 dicembre 1998

Per tutti i contratti di locazione a uso diverso dall’abitativo non importa quando stipulati, e per quelli a uso abitativo stipulati prima del 30 dicembre 1998, la legge stabilisce che per la rivalutazione dell’affitto non si possa superare il 75% dell’indice istat foi. Tutti i contratti di affitto si adeguano a questa norma per cui il 75% dell’indice Istat Foi al netto dei tabacchi è la base di riferimento per l’adeguamento del canone di locazione ed è per questo che viene sempre già calcolata.

I contratti di locazione ad uso abitativo stipulati dopo il 30 dicembre 1998 possono contenere la clausola di adeguamento al 100% dell’indice istat foi al netto dei tabacchi.