Indici ISTAT FOI 2022 per gli affitti

Ultimi indici ISTAT per le rivalutazioni monetarie.

Nel mese di agosto 2022 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi (FOI), aumenta del +0,8% su base mensile e del +8,1% su base annua. (Fonte ISTAT).

Sono stati pubblicati gli indici ISTAT FOI definitivi di agosto 2022: vai alla pagina indice-istat-agosto-2022.

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Gli indici ISTAT FOI di settembre 2022 saranno disponibili il 17 ottobre 2022

Ultimo indice ISTAT dei prezzi al consumo agosto 2022

Indici ISTAT FOI agosto 2022
Indici
75%
Generale
113,2
Variazione mensile
+0,8%
Variazione annuale
+8,1%
+6,075%
Variazione biennale
+10,4%
+7,8%
Tabella delle variazioni degli indici ISTAT dei prezzi al consumo FOI per le rivalutazioni monetarie come l’adeguamento del canone di locazione

Rivalutazione ISTAT 2022: inflazione acquisita 2022 +7,0%

Grafico degli ultimi indici ISTAT FOI

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Grafico andamento indici ISTAT FOI. Potete visualizzare le variazioni percentuali degli indici ISTAT FOI annuali e biennali semplicemente fermando il puntatore del mouse sul nodo corrispondente al mese che vi interessa.
Cliccando inoltre sulle due caselle gialla e rossa potete visualizzare o nascondere le linee corrispondenti agli indici ISTAT desiderati.

Ultimo indice ISTAT dei prezzi al consumo agosto 2022

Adeguamento Istat 2022

A volte si preferisce adeguare gli affitti o gli assegni di mantenimento all’inizio di ogni anno. In questo caso, per la rivalutazione ISTAT, va utilizzato l’indice ISTAT medio annuale dell’anno precedente.

Quindi, per calcolare l’aumento Istat della rata di affitto o dell’assegno di mantenimento del 2022, si userà l’indice medio annuo del 2021. In modo che la rivalutazione ISTAT dell’affitto non dipenda dalle variazioni mensili, indipendentemente dalla data di stipula o di inizio versamento dell’assegno.

L’indice ISTAT medio annuo dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, utilizzato per le rivalutazioni monetarie, nel 2021 è pari a +1,9%.

Gli indici ISTAT nei contratti di locazione

I contratti di locazione generalmente contengono la clausola per l’adeguamento del canone all’inflazione. L’adeguamento non è possibile se il locatore sceglie l’opzione della cedolare secca come regime fiscale.

Poiché la legge in molti casi prevede, per le rivalutazioni monetarie, l’uso degli indici ISTAT FOI, questi ultimi sono diventati gli indici riferimento anche nei casi dove non siano espressamente richiesti, come i contratti di locazione a canone libero.

Mese per mese pubblichiamo gli ultimi indici Istat FOI per le rivalutazioni monetarie, come gli adeguamenti dei canoni di locazione, i grafici con l’andamento storico e il comodo modulo per il calcolo automatico

Gli indici ISTAT per l’affitto

Indici ISTAT FOI 2022 per gli affitti

Per adeguare all’inflazione i valori monetari come il canone di affitto o l’assegno per il coniuge separato, si utilizzano gli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi (FOI), calcolati dall’Istat e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale circa due settimane dopo la loro diffusione da parte dell’ISTAT.

ll meccanismo di indicizzazione agli indici Istat Foi fu introdotto dalla famigerata legge “Equo canone”, n. 392 del 1978.

Gli indici Istat dei prezzi al consumo sono dei valori numerici assoluti normalmente di poco superiori a 100. Quando se ne discostano troppo viene effettuato un cambio base che riporta l’indice di riferimento a 100.
Poiché è più pratico per i calcoli considerare la variazione percentuale rispetto all’indice dell’anno precedente ormai è consuetudine, quando si parla di Indice Istat, di riferirsi a questa variazione in aumento (inflazione) o diminuzione (deflazione) dell’indice vero e proprio.

I tre indici ISTAT dei prezzi al consumo

  • NIC: (Indice Nazionale dei prezzi al consumo per l’Intera Collettività): misura l’inflazione dell’intero sistema economico. E’ l’indice di riferimento per le politiche economiche.
  • FOI: (l’indice Istat da usare per l’adeguamento degli affitti) Indice dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati: misura l’inflazione relativa ai consumi delle famiglie di lavoratori dipendenti. E’ usato per le rivalutazioni monetarie.
  • IPCA: (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato per i paesi dell’UE): misura l’inflazione dei diversi Paesi dell’UE in modo che sia comparabile a livello europeo. E’ l’indice dei prezzi al consumo usato per le decisioni politiche ed economiche dell’UE.

75% o 100% dell’Indice Istat per affitti

La legge n. 431 del 9/12/1998 ha permesso, a partire dal 30/12/1998 la rivalutazione libera del canone di locazione, anche nella misura del 100% dell’indice Istat Foi. Occorre però che la misura della rivalutazione dell’affitto sia chiaramente indicata in una clausola del contratto di locazione, altrimenti dovrà essere usato il 75% dell’indice Istat FOI.

Rivalutazione locazioni ante 30 dicembre 1998

Per tutti i contratti di locazione a uso diverso dall’abitativo non importa quando stipulati, e per quelli a uso abitativo stipulati prima del 30 dicembre 1998, la legge stabilisce che per la rivalutazione dell’affitto non si possa superare il 75% dell’indice ISTAT FOI.

Vedi anche il sto ufficiale ISTAT.

Fonte:ISTAT

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Indice ISTAT maggio 2022

A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%

Andamento nuove costruzioni e ristrutturazioni a febbraio 2022

Forte aumento congiunturale della produzione nelle costruzioni a febbraio 2022. L'ISTAT fornisce i dati (soggetti a revisione il prossimo...
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