Indici Istat Foi

Vai alla pagina degli indici istat di luglio, gli ultimi disponibili, con il modulo di calcolo dell’aumento dell’affitto.

Indici Istat affitti

Per adeguare valori monetari come il canone di affitto o l’assegno per il coniuge separato, si utilizzano gli indici istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi, calcolato dall’Istat e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Legge Equo canone).


Indici Istat per il calcolo dell’adeguamento dell’affitto

Sono stati pubblicati gli indici istat foi di luglio 2018.
Gli indici Istat per la rivalutazione del canone di locazione, del tfr, dell’assegno di mantenimento, delle pensioni e per tutte le rivalutazioni monetarie in genere. L’Istat produce numerosi indici dei prezzi al consumo. Per il calcolo dell’aumento del canone di locazione vanno usati gli “indici Istat Foi”, cioè gli indici istat dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati al netto dei tabacchi. Sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, circa due settimane dopo la diffusione da parte dell’Istat.

Ultimo indice istat foi disponibile: luglio 2018

Vai a tutte le tabelle degli indici FOI dal 2004 al 2018

Adeguamento Istat affitti all’inizio dell’anno

A volte si preferisce adeguare gli affitti o gli assegni di mantenimento all’inizio di ogni anno. In questo caso va utilizzato l’indice istat medio annuale dell’anno precedente. Quindi, per calcolare l’aumento della rata di affitto o dell’assegno di mantenimento del 2017, si userà l’indice medio annuo del 2016. In modo che la rivalutazione non dipenda dalle variazioni mensili, indipendentemente dalla data di stipula o di inizio versamento dell’assegno.

Media annua Indici Istat

La media acquisita per il 2018 è del +1,2%
La variazione media annua dell’indice Istat FOI per il 2017 è stata pari a +1,1%.

I tre indici dei prezzi al consumo

indici Istat dei prezzi al consumo: differenza Nic, Foi,Ipca

NIC

(Indice Nazionale dei prezzi al consumo per l’Intera Collettività): misura l’inflazione dell’intero sistema economico e differenti abitudini. E’ l’indice di riferimento per le politiche economiche.

FOI

(Indice dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati): misura l’inflazione relativa ai consumi delle famiglie di lavoratori dipendenti.

IPCA

(Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato per i paesi dell’UE): misura l’inflazione in modo da essere comparabile a livello europeo. Usato per le decisioni politiche ed economiche dell’UE.

Esempio calcolo aumento istat affitto

Vogliamo calcolare l’aumento istat di un canone di locazione di 650 euro con l’indice istat foi di luglio 2018 (+1,5%).

Se nel contratto è specificato di usare la misura del 100% dell’indice istat basterà aumentare dell’1,5% (in pratica +15 euro ogni mille) il canone precedente.
Potete moltiplicare la vecchia rata per il coefficiente 1,015 e ottenere così il nuovo canone.

Nuovo canone = Vecchio canone x 1,015
€ 650 x 1,015 = € 659,75 arrotondato a € 660,00
660 euro sarà la nuova rata dell’affitto.
Se nel contratto è specificato di usare la misura del 75% dell’indice istat oppure non è specificato nulla si dovrà ridurre l’indice istat al 75%:

Si calcola il 75% di +1,5%:
+1,5% x 0,75 = +1,125%

Il nostro canone mensile aumenterà quindi del +1,125%:
Nuovo canone = Vecchio canone x 1,01125

€ 650,00 x 1,0125 = € 658,125 arrotondato a € 658,00.

Come richiedere l’adeguamento dell’affitto

I proprietari si devono comunque ricordare che se non richiedono l’adeguamento del canone di affitto tramite raccomandata o mezzo equivalente, l’inquilino può corrispondere il vecchio importo, senza conguagli per le rate già saldate.
Non si ha diritto cioè all’adeguamento retroattivo per i vecchi affitti non rivalutati, ma si potrà richiederlo, comprensivo di tutti gli aumenti (e a questo punto diminuzioni) per quelli futuri.

Per usare il calcolatore che esegue per voi tutti i calcoli necessari in automatico cliccate sul link seguente: calcolo aumento affitto luglio 2018.

75% o 100% dell’indice Istat

I contratti di locazione abitativa stipulati dopo il 30 dicembre 1998, data di entrata in vigore della nuova legge sulle locazioni abitative (legge n. 431 del 9/12/1998) possono essere rivalutati ogni anno in misura libera e quindi anche del 100% se espressamente specificato. In mancanza di una clausola che stabilisca la misura della rivalutazione del canone di locazione, in caso di lite, se le parti avessero il coraggio di ricorrere in giudizio, la rivalutazione sarà calcolata nella misura del 75% dell’indice ISTAT FOI al netto dei tabacchi

Contratti stipulati prima del 30 dicembre 1998

Per tutti i contratti di locazione a uso diverso dall’abitativo non importa quando stipulati, e per quelli a uso abitativo stipulati prima del 30 dicembre 1998, la legge stabilisce che per la rivalutazione dell’affitto non si possa superare il 75% dell’indice istat foi. Tutti i contratti di affitto si adeguano a questa norma per cui il 75% dell’indice Istat Foi al netto dei tabacchi è la base di riferimento per l’adeguamento del canone di locazione ed è per questo che viene sempre già calcolata.

I contratti di locazione ad uso abitativo stipulati dopo il 30 dicembre 1998 possono contenere la clausola di adeguamento al 100% dell’indice istat foi al netto dei tabacchi.