Indici Istat Foi

Variazioni congiunturali indici istat marzo 2017-marzo 2018

Indici Istat affitti

Per adeguare valori monetari come il canone di affitto o l’assegno per il coniuge separato, si utilizzano gli indici istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi, calcolato dall’Istat e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Legge Equo canone).


Indici Istat per il calcolo dell’adeguamento dell’affitto

Sono stati pubblicati gli indici istat foi di maggio 2018.
Gli indici Istat per la rivalutazione del canone di locazione, del tfr, dell’assegno di mantenimento, delle pensioni e per tutte le rivalutazioni monetarie in genere. L’Istat produce numerosi indici dei prezzi al consumo. Per il calcolo dell’aumento del canone di locazione vanno usati gli “indici Istat Foi”, cioè gli indici istat dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati al netto dei tabacchi. Sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, circa due settimane dopo la diffusione da parte dell’Istat.

Ultimo indice istat foi disponibile: maggio 2018

Tabella indici Istat 2018 mese per mese

In questa tabella sono riportati gli indici Istat FOI 2018. Ricordiamo che gli indici vengono diffusi verso la metà del mese successivo a quello di riferimento e in seguito pubblicati sulla gazzetta ufficiale a distanza di qualche giorno. Non è quindi possibile avere a disposizione gli indici definitivi per il mese in corso. Dovendo in genere effettuare il pagamento i primi del mese, non saranno quindi disponibili nemmeno gli indici del mese precedente. Di conseguenza, In mancanza di indicazioni specifiche sul contratto, per adeguare il canone di locazione si dovrà fare riferimento all’ultimo indice istat Foi disponibile, cioè a quello di due mesi prima.

Scarica il Modello F24 elide per il pagamento dell’imposta di registro del contratto di locazione

Ultimi indici Istat 2018 FOI
Mese FOI 100% FOI 75% FOI Biennale 100% FOI Biennale 75%
Giugno 2018 17 luglio 2018 17 luglio 2018 17 luglio 2018 17 luglio 2018
Maggio 2018 +0,9% +0,675% +2,3% +1,725%
Aprile 2018 +0,4% +0,3% +2,1% +1,575%

variazioni prezzi al consumo marzo 2018
marzo 2018
+0,7% +0,525% +2,1% +1,575%

indice istat febbraio 2018
febbraio 2018
+0,5% +0,375% +2,0% +1,5%

Variazione prezzi al consumo gennaio 2018- dati definitivi Istat
Gennaio 2018
+0,9% +0,675% +1,8% +1,35%

Vai a tutte le tabelle degli indici FOI dal 2004 al 2018

Adeguamento Istat affitti all’inizio dell’anno

A volte si preferisce adeguare gli affitti o gli assegni di mantenimento all’inizio di ogni anno. In questo caso va utilizzato l’indice istat medio annuale dell’anno precedente. Quindi, per calcolare l’aumento della rata di affitto o dell’assegno di mantenimento del 2017, si userà l’indice medio annuo del 2016. In modo che la rivalutazione non dipenda dalle variazioni mensili, indipendentemente dalla data di stipula o di inizio versamento dell’assegno.

Media annua Indici Istat

La media acquisita per il 2018 è del +0,9%
La variazione media annua dell’indice Istat FOI per il 2017 è stata pari a +1,1%.

I tre indici dei prezzi al consumo

indici dei prezzi al consumo

L’Istat produce tre diversi indici dei prezzi al consumo:

NIC

(Indice Nazionale dei prezzi al consumo per l’Intera Collettività): misura l’inflazione dell’intero sistema economico e differenti abitudini. E’ l’indice di riferimento per le politiche economiche.

FOI

(Indice dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e Impiegati): misura l’inflazione relativa ai consumi delle famiglie di lavoratori dipendenti.

IPCA

(Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato per i paesi dell’UE): misura l’inflazione in modo da essere comparabile a livello europeo. Usato per le decisioni politiche ed economiche dell’UE.

Esempio calcolo aumento istat affitto

Vogliamo calcolare l’aumento istat di un canone di locazione di 650 euro con l’indice istat foi di maggio 2018 (+0,9%).

Se nel contratto è specificato di usare la misura del 100% dell’indice istat basterà aumentare dello 0,9% (in pratica +9 euro ogni mille) il canone precedente.
Potete moltiplicare la vecchia rata per il coefficiente 1,009 e ottenere così il nuovo canone.

Nuovo canone = Vecchio canone x 1,009
€ 650 x 1,007 = € 655,85 arrotondato a € 656,00
656 euro sarà la nuova rata dell’affitto.
Se nel contratto è specificato di usare la misura del 75% dell’indice istat oppure non è specificato nulla si dovrà ridurre l’indice istat al 75%:

Si calcola il 75% di +0,9%:
+0,9% x 0,75 = +0,675%

Il nostro canone mensile aumenterà quindi dello 0,675%:
Nuovo canone = Vecchio canone x 1,00675

€ 650,00 x 1,00675 = € 654,3875 arrotondato a € 654,00.

Come richiedere l’adeguamento dell’affitto

I proprietari si devono comunque ricordare che se non richiedono l’adeguamento del canone di affitto tramite raccomandata o mezzo equivalente, l’inquilino può corrispondere il vecchio importo, senza conguagli per le rate già saldate.
Non si ha diritto cioè all’adeguamento retroattivo per i vecchi affitti non rivalutati, ma si potrà richiederlo, comprensivo di tutti gli aumenti (e a questo punto diminuzioni) per quelli futuri.

Per usare il calcolatore che esegue per voi tutti i calcoli necessari in automatico cliccate sul link seguente: calcolo aumento affitto marzo 2018.

Indici Istat annuali Nic da marzo 2017 a marzo 2018
Variazione annuale degli indici dei prezzi al consumo Istat NIC dal mese di marzo 2017 a marzo 2018.

75% o 100% dell’indice Istat

I contratti di locazione abitativa stipulati dopo il 30 dicembre 1998, data di entrata in vigore della nuova legge sulle locazioni abitative (legge n. 431 del 9/12/1998) possono essere rivalutati ogni anno in misura libera e quindi anche del 100% se espressamente specificato. In mancanza di una clausola che stabilisca la misura della rivalutazione del canone di locazione, in caso di lite, se le parti avessero il coraggio di ricorrere in giudizio, la rivalutazione sarà calcolata nella misura del 75% dell’indice ISTAT FOI al netto dei tabacchi

Contratti stipulati prima del 30 dicembre 1998

Per tutti i contratti di locazione a uso diverso dall’abitativo non importa quando stipulati, e per quelli a uso abitativo stipulati prima del 30 dicembre 1998, la legge stabilisce che per la rivalutazione dell’affitto non si possa superare il 75% dell’indice istat foi. Tutti i contratti di affitto si adeguano a questa norma per cui il 75% dell’indice Istat Foi al netto dei tabacchi è la base di riferimento per l’adeguamento del canone di locazione ed è per questo che viene sempre già calcolata.

I contratti di locazione ad uso abitativo stipulati dopo il 30 dicembre 1998 possono contenere la clausola di adeguamento al 100% dell’indice istat foi al netto dei tabacchi.