Sismabonus

Casa Sicura è la nuova agevolazione fiscale per interventi edilizi antisismici voluta dal Governo nella legge di Bilancio 2017 per consentire un’ampia azione di prevenzione in Italia.

Casa sicura lavori antisismici

Ultimo aggiornamento

Casa più sicura col Sismabonus

Il cosiddetto “Sismabonus” riguarda abitazioni, sia prima, sia seconda casa, costruzioni per attività produttive e parti comuni condominiali situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3.
Qui la Classificazione sismica 2015 per Comune in formato excel – aggiornata a marzo 2015.

Sarà possibile detrarre nella dichiarazione dei redditi, su un ammontare delle spese non superiore a 96 mila euro, una percentuale variabile dal 50% fino all’85% secondo le tipologie di intervento.
Per accedere all’agevolazione è necessario classificare il rischio sismico dell’edificio prima e dopo aver effettuato i lavori.

Casa SicuraGuida pratica

Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per lavori autorizzati dopo il 1° gennaio 2017 si può usufruire di un’agevolazione che consiste in una detrazione fiscale su una percentuale delle spese sostenute per lavori edilizi antisismici.

Per quali edifici vale l’agevolazione

  • abitazioni (prima o seconda casa)
  • parti comuni di condomini
  • immobili adibiti ad attività produttive.

Su quali spese

  • l’esecuzione di opere per la messa in sicurezza antisismica
  • la classificazione e la verifica sismica degli immobili.

Chi ha diritto alla detrazione

La detrazione fiscale riguarda esclusivamente chi ha sostenuto la spesa dei lavori edilizi, effettuati secondo quanto indicato dalla legge.

Quanto si può detrarre

Per ottenere l’agevolazione occorre indicare nella dichiarazione dei redditi la spesa sostenuta.

La detrazione fiscale di base è pari al 50% della spesa, ma la percentuale aumenta se dopo i lavori si riduce il rischio sismico.

Classi di rischio sismico sismabonus

La riduzione del rischio è valutata sulla base di una graduatoria di 8 classi di rischio sismico da A+ (meno rischio) a G (più rischio).

La detrazione fiscale è ripartita in cinque anni in quote uguali, a partire dall’anno in cui sono stati pagati gli interventi, e:

  • nel caso di abitazioni e edifici utilizzati per attività produttive, è calcolata su una spesa massima di 96 mila euro per unità immobiliare e per ciascuno anno ed arriva al:
    • 70% se si passa a 1 classe di rischio inferiore
    • 80% se si passa a 2 o più classi di rischio inferiori
  • nel caso di parti comuni dei condomini è calcolata su una spesa massima di 96 mila euro moltiplicato per il numero di  unità immobiliari che compongono il condominio ed arriva al:
    • 75% se si passa a 1 classe di rischio inferiore
    • 85% se si passa a 2 o più classi di rischio inferiori.

Cessione del credito Solo nel caso di interventi sulle parti comuni di edifici condominiali si può scegliere, al posto della detrazione fiscale, di cedere il credito ai fornitori che hanno effettuato i lavori oppure ad altri soggetti privati.
Le modalità di attuazione della cessione del credito sono dettagliate nel Provvedimento dell’Agenzia delle entrate dell’8 giugno 2017.