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Tassazione plusvalenza vendita immobile

Dalla vendita di un immobile si può generare una plusvalenza, pari alla differenza tra l’importo incassato e il prezzo pagato per l’acquisto o la costruzione, più i costi sostenuti. , vale a dire una differenza positiva tra il corrispettivo percepito nel periodo d’imposta e il prezzo di acquisto o il costo di costruzione del bene ceduto, aumentato dei costi inerenti il bene stesso.

Se non sono ancora passati cinque anni dall’acquisto o dalla costruzione, questa plusvalenza è soggetta a tassazione IRPEF come “reddito diverso”. Se l’immobile acquistato è un terreno edificabile, la plusvalenza è soggetta a tassazione separata.i

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Non si paga tassazione sulla plusvalenza per:

  • gli immobili ereditati
  • quelli ricevuti in donazione sempre se donati 5 anni dopo l’acquisto o la loro costruzione.
  • Gli immobili usati come abitazione principale fra il periodo di acquisto e di vendita.

Imposta sostitutiva sulla plusvalenza

L’imposta sostitutiva sulla plusvalenza va chiesta al notaio al momento della sottoscrizione dell’atto di vendita.
L’imposta sostitutiva si applica con un’aliquota del 20% e va pagata direttamente al notaio che provvederà al versamento all’Agenzia delle Entrate.

Non si può usufruire dell’imposta sostitutiva del 20% per le vendite di terreni edificabili, terreni lottizzati e sugli immobili che vi sono stati realizzati.

Tassazione vendita di immobili avuti in donazione

Anche quando si vende una casa avuta in donazione, se non sono passati cinque anni da quando il donante l’ha acquistata o costruita, occorre pagare la tassazione sulla plusvalenza.

La plusvalenza, in questo caso, si calcola facendo la differenza tra il prezzo di vendita e quello che ha pagato il donante per l’acquisto o la costruzione.

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Indice ISTAT maggio 2022

A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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