Tassazione affitto

Le tasse sull’affitto

L’affitto è un reddito e come tutti i redditi è soggetto all’imposizione fiscale dell’IRPEF. Dal 2012 è stato introdotto un regime fiscale alternativo che prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, non cumulabile: la “cedolare secca” .

IRPEF

Le detrazioni fiscali per il locatore

Se al momento della registrazione non si sceglie l’opzione della cedolare secca si dovrà pagare l’IRPEF sui canoni percepiti (o che si sarebbero dovuti percepire nell’anno). La base imponibile sulla quale viene calcolate l’Irpef è data dal maggiore importo fra:

  1. Rendita catastale rivalutata del 5% (per gli immobili storici o artistici c’è lo sconto del 50%).
  2. Canone annuo, ridotto del 5% (del 25% nella laguna di Venezia; del 35% per gli immobili di interesse storico/artistico).
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Per gli immobili locati a canone concordato e ricadenti in un comune ad alta tensione abitativa si ha un’ulteriore riduzione del 30% della base imponibile.

Fate bene attenzione , per gli affitti di modesta entità, a che il canone non sia inferiore alla rendita catastale rivalutata del 5%. Questo perché, pur pagando l’imposta sul reddito effettivamente ricavato dalla locazione, sareste soggetti a sanzioni elevate. Lo scopo della norma è di evitare l’evasione fiscale tramite la dichiarazione di canoni minimi e pagamenti in nero.

Cumulabilità del reddito da locazione cunulabilità canone di locazione

Il canone di locazione, sempre se non si sceglie la cedolare secca, fa cumulo con gli altri redditi. Cosa vuol dire? Che si somma a tutti gli altri nostri redditi. La conseguenza e che si passa a uno scaglione di reddito con aliquota IRPEF superiore e quindi superiore imposta.

Scaglioni Irpef, aliquote e imposta dovuta

Ecco quanto si paga per ogni scaglione di reddito:

Reddito in euro
Aliquota
Imposta dovuta
fino a 15.000
23%
23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000
27%
3.450,00 + il 27% dell’importo oltre i 15.000,00 euro
da 28.001 fino a 55.000 euro
38%
6.960,00 + il 38% dell’importo oltre i 15.000,00 euro
da 55.001 fino a 75.000 euro
41%
17.220,00 + il 41% dell’importo oltre i 15.000,00 euro
oltre 75.000 euro
43%
25.420,00 + 4il 3% dell’importo oltre i 15.000,00 euro

Cedolare secca Opzione cedolare secca le detrazioni

Con la “cedolare secca” si paga un’imposta sostitutiva del 21% sui redditi da locazione a canone libero. L’imposta è ridotta al 10% sui redditi da locazione a canone concordato, uso transitorio e studenti.

Se l’inquilino è moroso

Attenzione! In linea generale, se l’inquilino non paga l’affitto, il locatore deve pagare le tasse finché non ottiene lo sfratto per morosità.
Per tutelarsi da questa evenienza occorre predisporre nel contratto una clausola risolutiva espressa per morosità con l’esplicita dichiarazione di volersene servire. Chiaramente non dovranno più essere accettati eventuali successivi pagamenti del canone.
In questo caso non si dovranno dichiarare gli importi non riscossi.
Vedi tassazione affitto in caso di inquilino moroso.

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Indice ISTAT maggio 2022

A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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