Successione Immobiliare

L’imposta di successione

Quando si riceve un immobile in eredità si ha l’obbligo di compilare e  presentare la dichiarazione di successione. La dichiarazione di successione è la base per il pagamento dell’imposta di successione sul valore dell’immobile ereditato. La normativa prevede però elevate franchigie, limiti al di sotto dei quali l’imposta di successione non si paga.
Una volta ricevuta la dichiarazione di successione, l’Agenzia delle Entrate la controlla, effettua correzioni se necessario, quindi invia un avviso di liquidazione per il pagamento dell’imposta.
Gli immobili ereditati sono soggetti anche alle imposte ipo-catastali, da pagare prima della presentazione della dichiarazione di successione.

Parentela
Imposta di successione
Imposta ipotecaria
Imposta catastale
Coniugi e parenti in linea retta (genitori, figli)
4% con franchigia di 1.000.000 di euro
2% (200 euro se prima casa)
1% (200 euro se prima casa)
Fratelli e sorelle
6% con franchigia di 100.000 euro
2% (200 euro se prima casa)
1% (200 euro se prima casa)
Parenti fino al 4° grado e affini fino al 3°
6% senza franchigia
2% (200 euro se prima casa)
1% (200 euro se prima casa)
Tutti gli altri
8% senza franchigia
8% senza franchigia
1% (200 euro se prima casa)

Calcolo dell’imposta di successione

La base imponibile

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La base imponibile sulla quale calcolare l’imposta di successione è data dalla  rendita catastale rivalutata del 5% e quindi moltiplicata per i seguenti coefficienti:
110 per la prima casa.
120 per i fabbricati dei gruppi catastali A e C, escluse le categorie catastali A/10 (uffici e studi) e C/1 (negozi).
140 per i fabbricati del gruppo catastale B
60, per i fabbricati delle categorie A/10 (uffici e studi privati) e D.
40,8, per i fabbricati delle categorie C/1 (negozi e botteghe) ed E.
Per i terreni non edificabili si rivaluta del 25% il reddito dominicale e quindi si moltiplica per 90.

Le aliquote dell’imposta di successione

Le aliquote per il calcolo dell’imposta di successione dipendono dal grado di parentela tra la persona deceduta e l’erede.
Sulla base imponibile determinata come sopra si paga:
• 4%, per il coniuge e i parenti in linea retta (genitori e figli), con una franchigia di 1.000.000 di euro. Cioè il 4% si calcola solo sulla parte che supera il milione di euro per la quota di ogni erede.
• 6%, per fratelli e sorelle. Qui la franchigia è molto più bassa, appena 100.000 euro, sempre sulla quota di ogni erede.
• 6%, per gli altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al terzo grado. Non c’è franchigia.
• 8% senza franchigia per tutti gli altri.

ATTENZIONE
Per i portatori di handicap grave la franchigia è elevata a 1.500.000.

Gli importi della franchigia sono aggiornati ogni quattro anni, in base all’indice del costo della vita.

Rientrano nella franchigia anche eventuali altre donazioni fatte in vita dalla persona deceduta all’erede. Questo perché la donazione ai parenti viene considerata un anticipo della successione.
Quindi, se una figlia avesse ricevuto una donazione di 300.000 euro dalla madre, la franchigia per l’imposta di successione si ridurrebbe di altrettanto.

Le imposte ipotecaria e catastale sulla successione immobiliare

Le imposte ipotecaria e catastale per gli immobili ereditati sono, rispettivamente, del 2 e dell’1% con un minimo di 200 euro.
e vanno pagate prima di presentare la dichiarazione di successione.
Per il versamento va utilizzato il modello F24, che ormai ha sostituito quasi completamente il modello F23.

Agevolazioni prima casa nella successione

Gli eredi che hanno i requisiti per usufruire delle agevolazioni “prima casa” pagano le imposte ipo-catastali in misura fissa di 200 euro ciascuna.
Ricordiamo   per usufruire dell’agevolazione:

  • L’immobile ereditato si deve trovare nello stesso Comune in cui l’erede ha la residenza o la stabilisce entro 18 mesi dall’atto di successione.
  • L’erede non deve essere proprietario, anche se in comunione col coniuge, o non aver diritti di usufrutto, uso e abitazione di un’altra casa nel Comune dove è ubicato l’immobile ereditato.
  • Non deve aver già usufruito delle agevolazioni “prima casa” per quote di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su un’altra abitazione, anche acquistata dal coniuge se in comunione legale dei beni.

Nel caso della successione l’agevolazione prima casa riguarda solo le imposte ipo-catastali e non l’imposta di successione.

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