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Revoca della donazione

Casi di revocabilità della donazione

Sappiamo che la donazione, se non riguarda beni mobili di poco valore o donazioni indirette, deve essere fatta dal notaio.

Sappiamo anche che pretendere la restituzione di un regalo non è eticamente corretto: la richiesta di restituzione di un regalo è un atto molto discutibile. Per questo la legge prevede la revocabilità della donazione solo in pochi casi particolari.

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Una donazione può essere revocata nei casi seguenti:

  • Per ingratitudine del donatario;
  • Per sopravvenienza di figli del donante.

Dove donante è colui che dispone la donazione e donatario è colui che la riceve.

Revoca della donazione

Cosa si intende, però, per ingratitudine del donatario?
In questo caso per ingratitudine si intende un comportamento grave e scorretto del donatario nei confronti del donante. Ma veramente grave e scorretto: ecco i casi accertati dalla legge:

  • Omicidio volontario o tentato omicidio del donante, del coniuge del donante, di un suo discendente o ascendente. (Forse regalo non gradito?).
    Oppure fatto al quale si applicano le disposizioni sull’omicidio, oppure denuncia infondata o falsa testimonianza contro il donante per un reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore a tre anni.
  • Ingiuria grave verso il donante.
  • Grave pregiudizio al patrimonio del donante;
  • Rifiuto indebito di versare gli alimenti al donante nonostante vi fosse tenuto per legge.

Occorre che il donatario abbia una buona dose di cattiveria in corpo, ma succede, succede.

La revoca della donazione per sopravvenienza di figli può essere richiesta quando il donante, al momento della donazione non aveva figli o discendenti o ignorava di averne.

Un classico esempio è quello di una donna che dona la propria casa al marito e che dopo la loro separazione ha un figlio da un altro uomo. In questo caso la donna ha diritto di chiedere la revoca della donazione all’ex marito per garantire parte del patrimonio al figlio.

Ma attenzione!
La revoca della donazione si ottiene solo con una sentenza del giudice.

Revoca della donazione per mutuo consenso

Può capitare,però, che le parti siano d’accordo nello sciogliere il contratto di donazione. In questo caso si parla anche di retrocessione della donazione per mutuo consenso. Naturalmente anche  contratto di scioglimento della donazione va fatto dal notaio dalle stesse parti che erano intervenute per la costituzione.

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Nel caso di un immobile, che è quello che più ci interessa, la revoca della donazione per mutuo consenso viene fatta per eliminare i problemi che nascono nella compravendita di un immobile ricevuto in dono dai genitori. Problemi che nascono dall’azione riduttiva che può effettuare un legittimario del donante (un avente diritto a parte della sua eredità) nei confronti del donatario, fino a vent’anni dalla trascrizione della donazione.

Tassazione revoca donazione

L’atto di risoluzione per mutuo consenso non è considerato un trasferimento di immobile. Inoltre non viene pagato alcun prezzo, ma semplicemente viene disposto l’annullamento degli effetti dell’atto precedente. Le uniche imposte che si pagano sono quindi quelle di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna.revoca della donazione.

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Indice ISTAT maggio 2022

A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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