HomeFiscoAgevolazioni fiscaliProroga Ecobonus e Sismabonus 2021 e 2024

Proroga Ecobonus e Sismabonus 2021 e 2024

Il 15 ottobre il Governo ha approvato il decreto-legge che che, fra gli altri provvedimenti e disposizioni urgenti di natura fiscale, proroga le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus) e di messa in sicurezza antisismica degli edifici (Sismabonus).

Occorre ricordare che i provvedimenti dovranno avere il via libera dalla Commissione europea, che dovrà pronunciarsi entro il 30 novembre 2019, e dal nostro Parlamento.

Bonus facciate
Prevista per il 2020 la novità di una detrazione fiscale per i lavori di rifacimento delle facciate ndegli edifici.
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Il decreto contiene una novità, rispetto alle bozze precedenti, che interessa il settore immobiliare. Viene introdotta, infatti, per ora solo per il il 2020 una nuova detrazione fiscale per gli interventi di ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici. Oltre al””ecobonus” e “sismabonus” viene quindi introdotto il ‘bonus facciate’. Il provvedimento favorisce il rinnovamento funzionale ma anche estetico degli edifici, favorendo la realizzazione di lavori con forte impatto sul paesaggio urbano. Resa definitiva, inoltre, la detrazione del 50% sulle ristrutturazioni edilizie.

Proroga Ecobonus

L’Ecobonus, in scadenza quest’anno, viene prorogato di due anni, quindi fino a tutto il 2021.

Proroga Sismabonus

La scadenza del Sismabonus passi dal 31 dicembre del 2021 al 31 dicembre del 2024, con una proroga di ben tre anni.

Si ricorda che le agevolazioni prevedono aliquote che vanno dal 50% fino al 65% delle spese sostenute fino a un massimo di 48.000 e 96.000 a seconda dei lavori e risultano particolarmente vantaggiose.

Il punto più delicato è il cosiddetto “sconto in fattura”, che permette al committente di “passare”, ottenendo un corrispondente sconto sul prezzo pagato, l’importo delle agevolazioni all’impresa che le detrarrà in sede di dichiarazione dei redditi.
Questo per permettere di usufruire delle agevolazioni a chi non è abbastanza “capiente”. In questi casi, infatti, l’importo delle imposte da versare è inferiore a quello delle detrazioni non consentendo così di godere del beneficio.

Punto delicato in quanto solo le imprese con grande liquidità e redditività potranno concedere sconti da recuperare nelle dieci annualità successive col meccanismo delle detrazioni fiscali.

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A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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