HomeStatisticheProduzione nelle costruzioni maggio 2018

Produzione nelle costruzioni maggio 2018

Gli indici Istat della produzione nelle costruzioni

L‘indice Istat mensile di produzione nelle costruzioni (IPC) è riferito sia alla produzione di nuove costruzioni, sia alla manutenzione di quelli esistenti con aumento di volume.

Metodologia, dettagli e cadenza con cui i singoli istituti di statistica dei vari Paesi devono trasmettere i dati nazionali raccolti a Eurostat sono stabiliti da regolamenti dell’Unione Europea.

Produzione nelle costruzioni a maggio 2018

Sponsorizzato

L’Istat ha pubblicato l’indice destagionalizzato di maggio della produzione nelle costruzioni.
La produzione di nuove costruzioni, incluse, come già detto, le ristrutturazioni con aumento di volume, diminuisce del -0,2% rispetto ad aprile 2018.
Il trimestre marzo-aprile-maggio vede addirittura un calo del -2,2% rispetto al trimestre precedente.

Invece su base annua, rispetto quindi a maggio 2017, sia l’indice corretto in base agli  giorni lavorativi effettivi, sia l’indice grezzo (cioè senza alcuna correzione), non variano.

Variazione dell'indice della produzione di nuove costruzioni per il mese di maggio 2018
Produzione nelle costruzioni – Variazioni tendenziali corrette in base ai giorni effettivamente lavorati da gennaio 2014 a maggio 2018

Resta leggermente positivo il bilancio dei primi cinque mesi dell’anno nei confronti dell’analogo periodo del 2017. L’indice che misura l’andamento della produzione di nuove costruzioni aumenta infatti del +0,5%.

Indice ISTAT agosto 2022

Indice ISTAT FOI definitivo provvisorio agosto 2022 : +8,1% L'indice ISTAT FOI di AGOSTO 2022 si porta a 113,2 con un aumento mensile del...
Sponsorizzato

Indice ISTAT gennaio 2022

Indice ISTAT gennaio 2022 (FOI definitivo) : 107,7 punti L'indice ISTAT DI GENNAIO 2022 per le rivalutazioni monetarie aumenta del +1,4% su base...

Indici ISTAT FOI 2022 per gli affitti

Ultimi indici ISTAT per le rivalutazioni monetarie. Nel mese di agosto 2022 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati,...

Indice ISTAT agosto 2022

Indice ISTAT FOI definitivo provvisorio agosto 2022 : +8,1% L'indice ISTAT FOI di AGOSTO 2022 si porta a 113,2 con un aumento mensile del...

Indice ISTAT luglio 2022

Indice ISTAT luglio 2022 : +7,8% L'indice ISTAT DI LUGLIO 2022 FOI definitivo si stima pari a 112,3 punti, in aumento del +0,4% su...

Indice ISTAT giugno 2022

Indice ISTAT giugno 2022 (FOI definitivo) : +7,8% L'indice ISTAT DI GIUGNO 2022 (FOI definitivo) si porta a 111,9 punti, in aumento del +1,2%...

Indice ISTAT maggio 2022

A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
Sponsorizzato