HomeStatisticheProduzione nelle costruzioni area euro ed Ue a maggio 2018

Produzione nelle costruzioni area euro ed Ue a maggio 2018

Indice mensile della produzione nelle costruzioni in Europa a maggio 2018

A maggio 2018 l’indice mensile destagionalizzato della produzione nelle costruzioni aumenta del +0,3% rispetto ad aprile 2018 nell’Eurozona (UE19) e del +1,2% in Unione Europea (UE28), secondo le stime preliminari di Eurostat.

Forte rallentamento quindi per l’Eurozona rispetto ad aprile, quando l’indice segnava +1,4% e in controtendenza l’Unione Europea a 28 Stati che accelera dal +0,8% di aprile.

Indice annuale della produzione nelle costruzioni in Europa di maggio 2018

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A maggio 2018 l’indice annuale della produzione nelle costruzioni aumenta del +1,8% nell’Eurozona (UE a 19 Stati) e del +2.6% nell’Unione Europea (UE a 28 Stati).

Andamento congiunturale per settore

Rispetto ad aprile 2018 gli indici della produzione nelle costruzioni dell’Eurozona, divisi per settore, vedono una crescita doppia delle opere pubbliche (+0,4%) rispetto alle abitazioni (+0,2%).
Gli stessi indici, nell’intera Unione Europea, sono invece quasi identici: +1,2% per le abitazioni e +1,1% per le opere pubbliche.
Il record per la crescita mensile spetta all’Ungheria (+6.0%), seguita dalla Slovenia (+3.4%) e quindi dalla Repubblica Ceca e dalla Germania a pari merito con il +3.1%. Peggio di tutti fanno la Slovacchi (-6.0%) e la Francia (-3.4%).

Andamento tendenziale per settore e Stati Membri

Nell’Eurozona sono le grandi opere pubbliche che contribuiscono maggiormente all’andamento dell’indice con il +3,3% di crescita annuale, contro il +1,3% delle abitazioni.

Nell’UE28 è ancora più marcata la differenza fra i due settori. Infatti le grandi opere pubbliche crescono di ben il +5,0% contro il +1,9% delle abitazioni.
Record di crescita a maggio 2018 per la Slovenia (+30.3%) che si merita l’immagine di copertina, seguita dalla Polonia (+23.3%) e quindi dall’Ungheria (+15.2%). I cali maggiori sono stati fatti segnare dalla Francia (-4.1%) e dalla Bulgaria (-0.4%).

Grafico andamento produzione nelle costruzioni in Europa a maggio 2018.
Andamento della produzione nelle costruzioni a maggio 2018 nell’Eurozona e in Unione Europea. Fonte immagine: Eurostat.

Gli Stati Membri dell’Area euro o Euro-zona

L’area euro o eurozona o zona euro (UE19) comprende Austria, Belgio, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Finlandia.

Gli Stati Membri dell’Unione Europea – UE28

L’unione europea (UE28) comprende Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Regno Unito (ancora per poco).

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A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

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La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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