HomeMercato immobiliarePrezzi delle abitazioni: terzo trimestre 2017

Prezzi delle abitazioni: terzo trimestre 2017

L’Istat ha pubblicato la stima preliminare dell’andamento del mercato immobiliare nel terzo trimestre 2017 (luglio, agosto e settembre). L’indice dei prezzi delle abitazioni, elaborato a fini statistici, diminuisce dello 0,5% rispetto al trimestre precedente (aprile, maggio giugno), mentre è più marcato il calo annuale, che ha raggiunto il  -0,8%.

Il calo più ampio è dovuto ai prezzi delle abitazioni usate che rispetto al terzo trimestre 2016 calano dell’1,3%, mentre sono in aumento, seppur di poco, i prezzi delle abitazioni nuove (+1,6%).

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Il calo  dei prezzi delle abitazioni favorisce la crescita delle compravendite che infatti segna un buon +1,5% annuo. La crescita delle compravendite immobiliari è sì ininterrotta dal secondo trimestre del 2015, ma sempre meno vigorosa, facendo temere per una possibile inversione di tendenza nella prossima rilevazione.

Anche su base congiunturale la diminuzione dell’IPAB è dovuta unicamente al calo dei prezzi delle abitazioni esistenti (-0,7%) mentre quelli delle abitazioni nuove registrano un aumento dello 0,3%.

Nei primi tre trimestri del 2017 i prezzi delle abitazioni diminuiscono dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Calo dovuto all’andamento del prezzo delle abitazioni usate (-0,6%) contro un +0,1% dei prezzi di quelle nuove.

Come si vede dai dati provvisori, ma pur sempre molto significativi, siamo ancora lontani dal poter affermare che la crisi del settore immobiliare è finita: i proprietari di case dovranno probabilmente affrontare ancora una volta una dolorosa  svalutazione del loro patrimonio.

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A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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