Prezzi al consumo: Indici Istat NIC provvisori giugno 2018

Indici Istat Nic provvisori di giugno 2018 diffusi alle ore 11.00 del 28/06/2018

Andamento dei Prezzi al consumo di giugno 2018 (dati provvisori)

L’indice nazionale provvisorio dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta del +0,3% rispetto all’indice Istat di maggio 2018 e del +1,4% rispetto a giugno 2017.

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L’aumento è dovuto principalmente ai prezzi dei Beni energetici, che balzano del +9,4%, dei Beni alimentari e dei Servizi relativi ai trasporti (+2,9%).

Prezzi al consumo provvisori di giugno 2018 per divisione di spesa
Indici dei prezzi al consumo Nic per divisione di spesa. Variazioni tendenziali di giugno 2018. Fonte Istat

I prezzi dei beni aumentano in maniera più consistente di quelli dei Servizi: +1,7% contro il +1,0%.L’inflazione acquisita per il 2018 è pari a +1,1%.

In particolare, per i beni energetici, il gasolio per autotrazione sale del +12,6% su base annua, la benzina del +9,7%, il GPL del +7,8%.

Gli aumenti dei prezzi maggiori di giugno 2018

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Fra i Beni alimentari gli aumenti tendenziali maggiori sono quelli della Frutta fresca e refrigerata (+7,8%), dei Vini (+6,3%), della Pasta secca, pasta fresca e preparati di pasta (+6,6%), Vegetali freschi (+4,6%).

Nei Trasporti l’impulso maggiore all’aumento dei prezzi è dovuto al Trasporto aereo passeggeri, che fa segnare l’aumento maggiore di ben +17,1% rispetto a maggio 2018 e +19,7% rispetto a giugno 2017.

andamento prezzi al consumo giugno 2018 per frequenza di acquisto
Indici dei prezzi al consumo Nic di giugno 2018 pre prodotti a diversa frequenza di acquisto -Fonte immagine Istat.

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Indice ISTAT maggio 2022

A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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