HomeEdiliziaPermessi di costruire nel 2° trimestre del 2017

Permessi di costruire nel 2° trimestre del 2017

Questa rilevazione statistica dell’Istat prende in considerazione i permessi di costruire di nuovi fabbricati. Sono considerati sia quelli residenziali sia quelli non residenziali e gli interventi su fabbricati esistenti che comportino ampliamenti di volume. Tutti gli altri interventi che non comportano ampliamenti di volume quali ristrutturazioni, cambi di destinazione d’uso e frazionamenti, non vengono registrati.

Dal 2003 vengono prodotti dall’Istat degli indicatori trimestrali dei permessi di costruire per Eurostat, come richiesto dal Regolamento UE 1165/98.
Il fine è di produrre statistiche economiche comunitarie con base uniforme fra i  Paesi. Statistiche che permettono analisi a livello europeo dell’offerta e della domanda, dei fattori di produzione e dei prezzi.

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La Rilevazione statistica dei permessi di costruire riguarda tutti i comuni italiani. la Rilevazione “rapida”, invece, è campionaria e si basa su un campione di 1.034 comuni.

Andamento dei permessi di costruire nel 2° trimestre del 2017

Buone notizie per il settore dell’edilizia. Nel secondo trimestre del 2017 i permessi di costruire per le abitazioni aumentano del 7,8% rispetto all’anno scorso . In aumento del +3,5% anche rispetto  trimestre precedente.

andamento permessi di costruire 2017

I permessi di costruire per l’edilizia non residenziale, dopo il calo del 2016, realizzano un vero e proprio boom con variazione annua del +49,8% nel primo trimestre 2017 e del +28,1% nel secondo.

I primi sei mesi del  2017 registrano una crescita dei permessi di costruire nel settore residenziale del +11,7% rispetto ai primi sei mesi del 2016 e addirittura un +37,7% per quanto riguarda la superficie costruita nel settore non residenziale.

I dati sull’andamento dei permessi di costruire e quindi sulla costruzione di nuove abitazioni o ampliamenti di quelle già esistenti sono incoraggianti. Il settore edile è uno di quelli che ha maggiormente sofferto l’effetto della recessione iniziata nel 2008 (2007 per il settore immobiliare) e può accogliere con soddisfazione questi dati. Il settore non residenziale denota addirittura un notevole fermento anche se il periodo di confronto, e cioè i primi mesi del 2016, era stato particolarmente nero.

Non resta che attendere la prossima rilevazione per poter essere certi di una duratura ripresa dell’immobiliare.

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A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)
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