HomeMercato immobiliareMercato immobiliare residenziale quarto trimestre 2018

Mercato immobiliare residenziale quarto trimestre 2018

Mercato immobiliare residenziale in forte crescita nel quarto e ultimo trimestre del 2018. L’aumento tendenziale delle compravendite si attesta infatti a +9,3%.

A guidare la riscossa del mercato immobiliare è il Nord-Est (+12,5%), poi il Centro (+12,4%), in netta accelerazione rispetto al +7% precedente. Seguono le Isole (+10,5%) e quindi il Sud, fanalino di coda (+4,3%), anche se in crescita rispetto alle ultime rilevazioni.

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Il valore della superficie media delle abitazioni compravendute è di 106 mq.
Particolarmente elevata la crescita delle abitazioni sotto i 50 mq. Dati positivi, comunque, per tutti i tagli di superficie e per qualunque zona, come si può vedere dalla tabella che segue, estratta dalla pubblicazione statistica OMI sul mercato immobiliare residenziale del IV° trimestre 2018.

Andamento compravendite immobiliari nel quarto trimestre del 2018 per superficie e macro area.
Variazioni percentuali tendenziali (rispetto al 4° trimestre 2017) del numero di compravendite di immobili residenziali per classi dimensionali e area. Fonte: Osservatorio mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate

Andamento compravendite nelle grandi città

Ottimi risultati per le grandi città con tassi di crescita particolarmente elevati per Bologna (+20,9%), anche se in lieve flessione rispetto al terzo trimestre e Palermo (+18,5%), al contrario in netta crescita.

Il segnale più confortante viene però da Milano e Roma, che rappresentano i mercati immobiliari di maggior peso in Italia. Il capoluogo lombardo vede infatti crescere le compravendite del +9,5% dopo il dato negativo (-2,4%) del terzo trimestre e anche Roma sale del +10,9% dal +3,3%.



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A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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