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Mercato immobiliare residenziale nel 2° trimestre 2019

Andamento compravendita case nel secondo trimestre del 2019.

Continua anche nel secondo trimestre 2019 la tendenza positiva delle compravendite nel mercato immobiliare residenziale italiano.
Fanno eccezione alcune grandi città, come vedremo più avanti.

Il settore cerca così di risollevarsi dalla lunghissima crisi che lo ha colpito, ma stenta ancora, complice una situazione economica sempre incerta, a trovare la strada di una crescita solida e costante.

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La crescita dei volumi di compravendita rallenta, però, rispetto al trimestre precedente su tutto il territorio.
Il dato nazionale sfoggia comunque un buon +3,9%.

Da rimarcare come i comuni non capoluogo vedano un aumento delle compravendite immobiliari residenziali più del doppio rispetto a quello dei comuni capoluogo.
Infatti, mentre il mercato immobiliare nei primi cresce del 4,7%, nei secondi si ferma a +2,3%, ma scende addirittura in territorio negativo per i Comuni capoluogo del Centro (-0,2%) e del Sud (-0,7%).

Fra le grandi città solo Bologna (+11,9%), Milano (+6,1%) e Roma (+2,7%) presentano una crescita delle compravendite di abitazioni.
Firenze, col -9,1%, conferma il dato negativo precedente ed è la peggiore delle grandi città. Seguono Genova (-3,7%), Napoli (-3,2%), Torino (-1,1%) e Palermo (-0,2%).

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Indice ISTAT maggio 2022

A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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