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Mercato immobiliare nel primo trimestre 2018

Sondaggio Banca d’Italia Q1 2018

Banca d’Italia, Tecnoborsa e l’Agenzia delle Entrate hanno condotto, ad aprile 2018, un sondaggio presso 1.534 agenzie immobiliari, raccogliendo le loro impressioni sull’andamento del mercato immobiliare nel primo trimestre 2018 e le aspettative per il futuro.

Sono diminuiti gli agenti immobiliari che hanno riscontrato una tendenza al ribasso delle quotazioni immobiliari, mentre aumentano gli operatori che segnalano stabilità nei prezzi delle case.

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Buone notizie per l’andamento della domanda. I dati analizzati segnalano infatti un aumento della richiesta di immobili, confermando la tendenza positiva del mercato immobiliare. Sembra quindi che la crisi del settore abbia finalmente toccato il fondo, facendo sperare in un consolidamento della ripresa delle compravendite.

Andamento mutui primo trimestre 2018

Ben l’80% delle compravendite avviene tramite il ricorso a mutui ipotecari, confermando la rilevazione precedente. Altro segnale di superamento della crisi è l’elevato rapporto fra il finanziamento concesso e il valore dell’immobile acquistato. In media i mutui concessi si attestano intorno al 75% del prezzo dichiarato al rogito.
Gli agenti immobiliari segnalano inoltre di aver riscontrato poche difficoltà nell’erogazione di mutui alla clientela che ne fa richiesta per l’acquisto di un immobile.

Per quanto riguarda le aspettative per il futuro, gli agenti immobiliari mantengono un giudizio positivo, confermando la rilevazione precedente.

Le inusuali difficoltà nella compravendita immobiliare riscontrate in questi ultimi anni nel mercato italiano sembrano quindi affievolirsi sempre più.

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A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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