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Limite uso del contante e degli assegni

Limite uso del contante – Norme antiriciclaggio assegni

Limite per i pagamenti in contanti

Non si possono effettuare pagamenti in contante pari o superiori a 3.000 euro. Questo limite, introdotto dalla legge antiriciclaggio, è stato stabilito con la legge di stabilità 2016. Devono rispettare questo limite tutti i soggetti per qualunque tipo di pagamento.

Attenzione!  Sono colpiti anche i pagamenti artificiosamente frazionati, ma che si possono riferire a un’unica operazione economica pari o superiore ai 3.000 euro fatte salve le normali operazioni commerciali con pagamenti rateali, anticipi e caparre.

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Si possono effettuare pagamenti in contante anche superiori alla soglia, ma fatti in banca, uffici postali o latri istituti finanziari perché restano tracciabili.

E’ possibile prelevare o versare in banca denaro contante di importo pari o superiore a 3.000 euro?

Sì, perché non esiste alcun limite al prelevamento o versamento per cassa in contanti dal proprio conto corrente. Tale operatività non si configura come un trasferimento tra soggetti diversi.

Pagamenti con assegno

Per gli assegni di importo pari o superiore ai 1.000 euro e’ obbligatorio apporre la clausola “non trasferibile” e indicare nome o ragione sociale del beneficiario.
Tutti gli assegni attualmente vengono forniti con la clausola “non trasferibile” prestampata. Si possono ottenere gli assegni senza la clausola di non trasferibilità dietro il pagamento di una imposta di bollo da 1,5 euro per assegno.

Attenzione! Si possono sempre fare assegni all’ordine “mio proprio”, anche di importo uguale o superiore a 1.000 euro, per prelevare contanti in banca o alla posta.

Limite pagamenti con libretti al portatore

I libretti di deposito, bancari o postali, possono essere emessi solo in forma nominativa. E’ vietato il trasferimento di libretti al portatore.

ATTENZIONE! I libretti al portatore vanno chiusi entro il 31 dicembre 2018.

Sanzioni

  • Trasferimento di libretti al portatore: sanzione da 250 a 500 euro comminata dal  Ministero dell’economia dietro segnalazione delle banche o poste.
  • Utilizzo di libretti in forma anonima o con intestazione fittizia: sanzione dal 10% al 40% del saldo del libretto.

SOGLIA PER STIPENDI E PENSIONI

Per gli stipendi e compensi pagati da privati vale il limite dei 3.000 euro: da questa soglia si possono effettuare solo con mezzi tracciabili. Quindi con assegni non trasferibili o bonifici.

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Per le aziende pubbliche il limite è di 1.000 euro. I pagamenti per importi pari o superiori a questo limite di stipendi, pensioni e compensi sono eseguiti solo in modo telematico. Non rientrano nell’obbligo le tredicesime.

LIMITE PRELIEVI CONTANTE ALLO SPORTELLO

I prelievi allo sportello in banca o alle poste sono liberi. Non vanno motivati e non sono segnalati se non c’è il sospetto di violazione delle norme antiriciclaggio.

Anche i versamenti in contante sono liberi, sempre che non siano ripetuti e di importi ingenti.

LIMITAZIONE USO CONTANTI PER I TURISTI

I turisti “non europei” e con  residenza fuori dall’Italia possono utilizzare, per pagamenti di beni e servizi, somme in contanti fino a 15.000 euro. All’atto del pagamento deve essere acquisita copia del passaporto e un’autocertificazione che attesti che il soggetto che effettua il pagamento non è cittadino italiano ne’ europeo. Il negoziante deve versare il pagamento entro il giorno feriale successivo consegnando contestualmente l’autocertificazione dell’acquirente e copia dello scontrino. Deve quindi farne comunicazione all’Agenzia delle entrate.

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A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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