Indice ISTAT gennaio 2018

Indice ISTAT gennaio 2018

Indice Istat gennaio 2018 per le rivalutazioni monetarie al +0,9%

L’indice istat Foi di gennaio 2018 si porta a 101,5 punti.
L’aumento dell’indice Istat foi è del +0,4% su base mensile e del +0,9% rispetto a gennaio 2017.

+0,9% è quindi l’indice istat FOI di gennaio 2018, da usare per le rivalutazioni monetarie. Più sotto trovate il modulo per il calcolarle.

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L’inflazione acquisita per il 2018 è pari a +0,4%.

Comunicazione Istat del 22 febbraio 2018

 

Tabella indici Istat FOI annuali e biennali di gennaio 2018

Gennaio 2018
Indici
Indice generale ISTAT FOI gennaio 2018
101,5
Variazione % rispetto a dicembre 2017
+0,4%
Variazione % rispetto a gennaio 2017
+0,9%
Variazione % rispetto a gennaio 2016
+1,8%
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 Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n°62 del 15 marzo 2018, pag. 67. Guarda il calendario Istat delle pubblicazioni degli Indici dei prezzi al consumo.

Andamento inflazione a gennaio 2018: variazioni principali

Inflazione stabile, quindi, a causa del rallentamento dei prezzi degli alimentari non lavorati, dei beni energetici non regolamentati e dei Trasporti. Rallentamento  compensato dall’accelerazione dei prezzi degli alimentari lavorati e degli energetici. Questi ultimi ( energia elettrica, gas per usi domestici, gas da riscaldamento) aumentano addirittura di un bel 6,4%, causato dal rincaro delle bollette. Dunque L”inflazione percepita sarà  ben più consistente di quella comunicata, media ponderata di moltissime altre voci del paniere Istat.   Per quanto riguarda l’inflazione di fondo”, senza cioè i beni energetici e gli alimentari freschi, responsabili di variazioni più repentine (tassazioni e clima), La variazione è del +0,6%. Stesso valore anche per l’inflazione calcolato al netto dei soli Beni energetici.    

Andamento indici istat Nic

A partire da gennaio 2018, l’Istat utilizzerà per la stima dell’inflazione i dati provenienti dalle scansioni dei codici a barre effettuate alle casse dei supermercati sui prodotti alimentari confezionati per la cura della casa e della persona.

Questo avrà una ripercussione sul valore degli indici rispetto agli anni passati. L’istat monitorerà la variazione come stabilito e richiestodalRegolamento (CE) n.1921 (19/10/2001).

Vedi tutti gli indici Istat per il calcolo dell’aumento dell’affitto e le rivalutazioni monetarie.

Comuni alta tensione abitativa

Vedi anche: Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari),
Uppi  (Unione piccoli proprietari immobiliari).

Fonte:Istat

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A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

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La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%

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