Indice ISTAT settembre 2019

Diffuso l’indice ISTAT definitivo di settembre 2019

Variazione tendenziale indice ISTAT settembre 2019

Indice ISTAT FOI definitivo di settembre 2019 al +0,1%.
Come si vede l’indice FOI si discosta molto da quello NIC provvisorio, che era dello 0,4%.

Sui dati delle variazioni tendenziali, cioè rispetto a settembre dell’anno scorso, spicca il -7,2% dei prezzi relativi alle comunicazioni. Forse effetto Iliad?

Variazione congiunturale indice ISTAT settembre 2019

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Su base mensile l’indice ISTAT FOI diminuisce dello 0,7% (rispetto ad agosto 2019) . La variazione mensile è quasi completamente dovuta all’andamento dei prezzi dei trasporti. Questa volta, in senso opposto. Passato il periodo estivo, calano infatti del -6,1% dal +4,5% precedente, i prezzi dei servizi relativi ai trasporti, influenzando notevolmente il dato generale.

Secondo la stima preliminare i prezzi dei beni restano invariati,mentre i prezzi dei servizi aumentano del +0,8%, con differenziale invariato.

Tabella indici Istat FOI di settembre 2019

Settembre 2019
Indici
75%
Generale
102,5
Variazione mensile
-0,7%
Variazione annuale
+0,1%
+0,075%
Variazione biennale
+1,4%
+1,05%

Guarda le tabelle annuali degli indici Istat FOI

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Gli indici Istat FOI definitivi di ottobre 2019 saranno pubblicati il 15 novembre 2019. Guarda il calendario di diffusione degli indici Istat dei prezzi al consumo.

Variazione annuale dell’indice Istat settembre 2019

La variazione percentuale annuale (rispetto a settembre 2018) dell’indice ISTAT FOI di settembre 2019 è pari a +0,1%.

Il 75% della variazione dell’indice vale quindi +0,075%.


Per trovare un valore analogo occorre tornare al novembre del 2016, preceduto dal -0,1% di ottobre. benché il rallentamento dell’inflazione di settembre sia una normale conseguenza del consueto abbassamento dei prezzi dei trasporti aerei e marittimi dopo il boom estivo, quest’anno si è fatto sentire in modo più marcato del solito.

Variazione biennale dell’indice Istat settembre 2019

Rispetto al settembre 2017 la variazione percentuale dell’indice ISTAT FOI è del +1,4%. Il 75% di questa variazione vale +1,05%.

Inflazione acquisita 2019

L’inflazione acquisita per il 2019 è +0,6% in rallentamento rispetto al dato precedente (+0,7%).

Esempio calcolo aumento affitto di settembre 2019

Per questo mese potremmo anche astenerci dal calcolare l’aumento del canone di locazione, ma per curiosità vediamo cosa andiamo a ottenere con l’indice al +0,1%.

Un aumento del +0,1% si ottiene semplicemente moltiplicando il nostro canone per 1,001.

Nuovo canone = Vecchio canone x 1,001.
Ipotizzando un affitto di 500 euro mensili otteniamo:
= € 500 x 1,001 = € 500,50 che potete arrotondare, ma non è obbligatorio, a € 501,00 (cifre decimali da 0 a 4 si eliminano semplicemente, da 5 a 9 si eliminano ma l’ultima cifra intera del numero va aumentata di 1).

Per adeguamenti al 75% dell’indice ISTAT:
Si calcola il 75% di +0,1%: Per adeguamenti al 75% dell’indice ISTAT:
Si calcola il 75% di +0,1%:

+0,1% x 0,75 = +0,075%

Possiamo quindi moltiplicare la vecchia rata per il coefficiente 1,00075 e ottenere così il nuovo canone.
Nuovo canone = Vecchio canone x 1,00075.

I 500 euro di canone diventeranno quindi:
€ 500,00 x 1,00075 = € 500,375 arrotondato a € 500.

Nessuna sorpresa, nessun aumento.

Vedi tutti gli indici Istat per il calcolo dell’aumento dell’affitto e le rivalutazioni monetarie.

Comuni alta tensione abitativa

Vedi anche: Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari),
Uppi  (Unione piccoli proprietari immobiliari).

Indici Istat agosto 2019Indici ISTAT ottobre 2019

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A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

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La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%

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