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Indici Istat provvisori dei prezzi al consumo di agosto 2018

Prezzi al consumo di agosto 2018: questi sono gli indici provvisori diffusi dall’Istat alle ore 11.00 del 31/08/2018.

Indici Istat Nic provvisori – Agosto 2018

Alla fine di ogni mese l’Istat pubblica le stime, peraltro molto precise, dell’andamento dell’inflazione rispetto al mese precedente (congiunturali) e allo stesso mese dell’anno precedente (tendenziali).

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Questo mese l’Inflazione aumenta soprattutto a causa dei prezzi del trasporto aereo e degli alimentari lavorati.

Variazione mensile

Secondo le stime Istat l’indice Nic provvisorio congiunturale, per il mese di agosto 2018, aumenta del +0,5% rispetto a luglio 2018.

L’aumento congiunturale dell’indice generale dei prezzi al consumo è dovuto in gran parte al trasporto aereo, come normalmente si verifica nella stagione estiva e in particolare durante il mese di agosto.

Variazione annuale

L’aumento annuale dei prezzi rispetto a luglio 2017, che ci interessa particolarmente perché anticipa l’indice istat foi per le rivalutazioni monetarie, è del +1,7%, in accelerazione rispetto al valore di luglio (+1,5%).

Anche per l’indice annuale vale quanto detto per quello mensile: sono i Servizi relativi ai trasporti che incidono maggiormente sull’aumento. con un +2,9% (dal +1,7% di luglio), seguiti dai beni alimentari con il +2,3% (dal +1,8%).

I beni energetici rallentano la corsa, con un aumento del +7,6% rispetto al precedente +7,9%.

Attenzione. Al rialzo o ribasso dell’indice dei prezzi non contribuisce tanto il valore assoluto, quanto la variazione in aumento o diminuzione. Così il +2,9% dei trasporti contribuisce al rialzo, perché prima era il +1,7%. Il notevole e preoccupante +7,6% degli energetici, al contrario, contribuisce al ribasso, perché prima era il +7,9%.

L’indice generale per il 2018 si porta a +1,4%.

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A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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