Indici ISTAT marzo 2020

Pubblicati gli indici ISTAT FOI definitivi di marzo 2020: +0,1%

Sono stati pubblicati gli indici ISTAT marzo 2020. Confermati i dati provvisori gli Indici ISTAT FOI definitivi al netto dei tabacchi di marzo 2020 aumentano del +0,1% sia rispetto a febbraio 2020, sia rispetto a marzo 2019.
L’indice ISTAT di marzo 2020 per le rivalutazioni annuali degli affitti vale quindi +0,1%. Il 75% dell’indice è pari a + 0,075%.

Ultimo indice ISTAT dei prezzi al consumo maggio 2022

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A seguito dell’emergenza sanitaria per il Covid-19, l’Istat è dovuta ricorrere a complessi meccanismi di calcolo per elaborare i dati di marzo. Sono venuti a mancare molti dati, in particolare quelli forniti dagli Uffici Comunali di Statistica, limitando la raccolta ai primi dieci giorni di marzo. I dati forniti dalla grande distribuzione e quelli di fonte amministrativa sono invece affluiti normalmente. Per tutti i dati mancanti a causa delle misure di contrasto alla diffusione del Covid-19, sono state usate tecniche di calcolo per poter pervenire ugualmente a una stima attendibile dell’andamento dei prezzi relativi al mese di marzo 2020.

 

Tabella indici Istat FOI di marzo 2020

marzo 2020
Indice
75%
Generale
102,6
Variazione mensile
+0,1%
Variazione annuale
+0,1%
+0,075%
Variazione biennale
+0,9%
+0,675%
Tabella delle variazioni percentuali dell’indice ISTAT di marzo 2020 rispetto al mese precedente, allo stesso mese dell’anno scorso (marzo 2019) e allo stesso mese di due anni precedenti (marzo 2018).

Guarda le tabelle annuali degli indici Istat FOI.

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Guarda il calendario di diffusione degli indici Istat dei prezzi al consumo aggiornato con le date di diffusione degli indici ISTAT delle variazioni dei prezzi al consumo per l’anno 2020.

Variazione annuale dell’indice Istat di marzo 2020

La variazione annuale dell’indice ISTAT FOI di marzo 2020 è pari a +0,1%.
Il 75%, usato per rivalutare molti canoni di locazione, in particolare quelli relativi a immobili commerciali, vale quindi +0,075%

Variazione biennale dell’indice Istat di marzo 2020

Anche la variazione biennale dell’indice ISTAT FOI scende sotto l’unità e si porta a +0,9%.
Il 75%, in questo caso, vale +0,675%.

Inflazione acquisita 2020

L’inflazione acquisita per i primi tre mesi del 2020 è 0,0 (zero).

L’inflazione acquisita (variazione media annuale dell’indice ISTAT) viene calcolata ipotizzando per il 2020 che l’ultimo indice disponibile rimanga costante per i mesi rimanenti.

Esempio calcolo aumento affitto con gli indici ISTAT marzo 2020

INDICE ISTAT Marzo 2020 = +0,1%.

Nuovo canone = Vecchio canone x 1,001%.

Per un un canone di locazione di 900 euro mensili avremo:
= € 900 x 1,001 = € 900,9.
Arrotondato a 901 euro.

Se nel contratto di locazione è previsto l’adeguamento al 75% dell’indice ISTAT, come nei contratti di locazione commerciale e spesso anche in quelli a uso abitativo, si avrà invece:
75% di +0,1%: +0,1% x 0,75 = +0,075%

Nuovo canone = Vecchio canone x 1,00075.

€ 900,00 x 1,00075 = € 900,675.
Anche stavolta arrotondato a € 901,00.

L’arrotondamento non è obbligatorio, ma pratico.

Andamento dei prezzi a MARZO 2020

Prezzi al consumo in rallentamento a marzo 2020.
I prezzi dei Beni confermano la discesa di febbraio segnando -0,3% sull’anno, mentre quelli dei servizi frenano, portandosi al +0,6% l’anno contro il +1,0% di febbraio 2020.

L’indice negativo dei Beni è in gran parte dovuto al calo dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (carburanti). Questi passano infatti dal +1,2% annuo di febbraio al -2,7% di marzo. Al contrario accelerano i prezzi dei Beni alimentari (da +0,4% a +1,2%) dei Tabacchi (da +1,5% a +2,5%, sempre sull’anno).

Spiccano i ribassi dei carburanti: il gasolio da autotrazione passa dal +0,5% al -4,9%, la benzina da +3,7% a -1,3% e il gasolio da riscaldamento scende del -6,6% rispetto al -0,1% precedente.

Vedi tutti gli indici Istat per il calcolo dell’aumento dell’affitto e le rivalutazioni monetarie.

Comuni alta tensione abitativa

Vedi anche: Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari),
Uppi  (Unione piccoli proprietari immobiliari).

Indici Istat febbraio 2020Indice ISTAT aprile 2020

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A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

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La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%

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