L’ISTAT ha diffuso gli indici definitivi dei prezzi al consumo del mese di marzo 2023.

L’indice ISTAT FOI dei prezzi al consumo del mese di marzo 2023 vale 118,0 punti con una diminuzione mensile del -0,4% (rispetto a febbraio 2023) e un aumento del +7,4% su base annuale (rispetto allindice ISTAT di marzo 2022). Era +8,9% il mese scorso.

Gli indici ISTAT FOI definitivi di aprile 2023 saranno disponibili il 16 maggio 2023.

Ultimo indice ISTAT FOI: marzo 2024

MARZO 2023Indice ISTAT FOI75%
Generale118,0
Variazione mensile-0,4%
Variazione annuale+7,4%+5,55%
Variazione biennale+14,2%+10,65%

La tabella con l’indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) e le sue variazioni percentuali rispetto al mese precedente, al mese di marzo 2022 e al mese di marzo 2021.


Andamento prezzi al consumo di marzo 2023 il commento dell’ISTAT:

A marzo prosegue la fase di rapido rientro dell’inflazione,scesa a +7,6% (attenzione! si riferisce all’indice NIC. L’indice per le rivalutazioni monetarie è +7,4% NdR), guidata dalla dinamica dei prezzi dei beni Energetici, sia della componente regolamentata sia di quella non regolamentata (entrambe in netto calo su base congiunturale). Emergono inoltre, nonostante il permanere delle tensioni al rialzo nel comparto dei beni alimentari non lavorati e dei servizi, segnali di esaurimento della fase di accelerazione che, nei mesi scorsi, aveva caratterizzato la dinamica dei prezzi di ampi settori del paniere. Dopo la progressione che ha caratterizzato il 2022, l’inflazione di fondo si stabilizza al +6,3%. Infine, i prezzi del “carrello della spesa” rallentano su base tendenziale, scendendo a +12,6%.

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Variazione annuale indice ISTAT marzo 2023

La variazione annuale (rispetto a marzo 2022) dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi (FOI) del mese di marzo 2023 è pari a +7,4%.

Il 75% dell’indice ISTAT, usato spesso nei contratti di locazione a marzo 2023 vale +5,55%.

Variazione biennale indice ISTAT marzo 2023

La variazione biennale dell’indice ISTAT FOI (rispetto a marzo 2021), da utilizzare per chi aggiorna il canone di locazione ogni due anni, è pari a +14,2%.

Il 75% dell’indice della variazione biennale è quindi uguale a +10,65%.

L’inflazione acquisita per il 2023 è pari al +5,0%.

Indice ISTAT marzo 2023 1
Gennaio 2018 – marzo 2023, variazioni percentuali congiunturali e tendenziali. (Fonte: ISTAT)

Indice ISTAT MARZO 2023: l’analisi dell’ISTAT

Secondo le stime preliminari, nel mese di marzo 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,3% su base mensile e un aumento del 7,7% su base annua, da +9,1% del mese precedente.

Il rallentamento del tasso di inflazione si deve, in prima battuta, alla decelerazione su base annua dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +40,8% a +18,9%) e alla flessione più marcata di quelli degli Energetici regolamentati (da -16,4% a -20,4%) e, in misura minore, dalla contrazione dei prezzi degli Alimentari lavorati (da +15,5% a +15,3%), dei Beni non durevoli (da +7,0% a +6,8%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +6,4% a +6,3%). Tali effetti sono stati solo in parte compensati dall’accelerazione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +8,7% a +9,3%), dei Tabacchi (da +1,8% a +2,5%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,1% a +6,3%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, registra ancora una moderata accelerazione (da +6,3% a +6,4%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +6,4% a +6,5%).

Si attenua la crescita su base annua dei prezzi dei beni (da +12,4% a +9,8%), mentre si accentua lievemente quella relativa ai servizi (da +4,4% a +4,5%), portando il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni a -5,3 punti percentuali, da -8,0 di febbraio.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona restano stabili in termini tendenziali (al +12,7%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto rallentano la loro crescita (da +9,0% a +7,7%).

La diminuzione congiunturale dell’indice generale si deve al calo dei prezzi degli Energetici, sia non regolamentati (-9,6%) sia regolamentati (-4,8%), solo in parte compensato dall’aumento dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+1,2%), dei Servizi relativi ai trasporti (+0,9%), degli Alimentari lavorati e dei Tabacchi (+0,7% entrambi), dei Beni durevoli e semidurevoli (+0,5% entrambi), dei Beni non durevoli e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,3% entrambi).

L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,1% per l’indice generale e a +4,1% per la componente di fondo.

In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,8% su base mensile, per la fine dei saldi stagionali di cui il NIC non tiene conto, e del 8,2% su base annua (in netto rallentamento da +9,8% di gennaio).

Indici ISTAT FOI 2022 per gli affitti

Vedi tutti gli indici Istat per il calcolo dell’aumento dell’affitto e le rivalutazioni monetarie.

Comuni alta tensione abitativa

Vedi anche: Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari),
Uppi  (Unione piccoli proprietari immobiliari).

Indici ISTAT FEBBRAIO 2023Indici ISTAT APRILE 2023