Indice ISTAT dicembre 2021: +3,8%

Indice ISTAT FOI definitivo di dicembre 2021

A dicembre 2021 l’indice ISTAT FOI definitivo per le rivalutazioni monetarie, come l’adeguamento del canone di locazione, si porta a 106,2 punti con un aumento del +0,5% su base mensile (rispetto a novembre 2021) e del +3,8% su base annuale (rispetto a dicembre 2020).

Ultimo indice ISTAT dei prezzi al consumo: agosto 2022

Indice ISTAT dicembre 2021: +3,8%
Dicembre 2021
Indice ISTAT
75%
Generale
106,2
Variazione mensile
+0,5%
Variazione annuale
+3,8%
+2,85%
Variazione biennale
+3,6%
+2,7%
Tabella con l’indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) e le sue variazioni percentuali rispetto al mese precedente, al mese di dicembre 2020 e al mese di dicembre 2019.
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Indice ISTAT FOI medio annuo al +1,9% e indice ISTAT FOI definitivo al 3,8% questo dicembre 2021. Se si tolgono dal paniere i beni energetici, però, l’inflazione annua registra un aumento del +0,7%, come l’anno scorso.

 

Guarda le tabelle annuali degli indici Istat FOI.

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Guarda il calendario di diffusione degli indici Istat dei prezzi al consumo aggiornato con le date di diffusione degli indici ISTAT delle variazioni dei prezzi al consumo per l’anno 2021.

ISTAT dicembre 2021: variazione annuale dell’indice

La variazione annuale (rispetto a dicembre 2020) dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) del mese di dicembre 2021 è pari a +3,8%.

Il 75% dell’indice ISTAT, usato spesso nei contratti di locazione a dicembre 2021 vale quindi +2,85%.

ISTAT dicembre 2021: variazione biennale dell’indice

La variazione biennale dell’indice ISTAT FOI (rispetto a dicembre 2019), da utilizzare per chi aggiorna il canone di locazione ogni due anni, è pari a +3,6%.

Il 75% dell’indice della variazione biennale è quindi uguale a +2,7%.

Variazione media annua indice ISTAT 2021

La variazione media annua degli indici ISTAT FOI per il 2021 vale a +1,9%.

Vedi tutti gli indici Istat per il calcolo dell’aumento dell’affitto e le rivalutazioni monetarie.

Comuni alta tensione abitativa

Vedi anche: Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari),
Uppi  (Unione piccoli proprietari immobiliari).

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Indice ISTAT maggio 2022

A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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