HomeIndici IstatAndamento nuove costruzioni e ristrutturazioni a febbraio 2022

Andamento nuove costruzioni e ristrutturazioni a febbraio 2022

Forte aumento congiunturale della produzione nelle costruzioni a febbraio 2022. L’ISTAT fornisce i dati (soggetti a revisione il prossimo mese) che presentano un aumento mensile del 3,9% contro il +0,9% di gennaio 2022.

Per quanto riguarda l’andamento dell’ultimo trimestre (dicembre 2021 – febbraio 2022) rispetto al trimestre settembre 2021-novembre 2021 la produzione nelle costruzioni aumenta del +5,8%

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L’ISTAT raccoglie ed elabora i dati relativi all’attività produttiva nelle costruzioni per la diffusione nazionale e l’invio a Eurostat per l’integrazione delle statistiche nell’Unione Europea.

I dati sono soggetti a revisione, comunicata nella diffusione della rilevazione successiva. Ad esempio, i dati di gennaio 2022 sono stati corretti a +0,9% da -0,9% per la variazione congiunturale e a +20,4% da +17,2% per la variazione tendenziale.

Andamento nuove costruzioni e ristrutturazioni a febbraio 2022

Rispetto a febbraio 2021 l’indice grezzo e quello corretto in base ai giorni lavorativi coincidono e crescono entrambi del 20,9%.

Continua la fase positiva di recupero dell’indice congiunturale destagionalizzato: siamo al settimo mese consecutivo di crescita, portandosi a un livello che non si vedeva da dicembre 2011.
Dura invece da sei mesi consecutivi la crescita dell’indice tendenziale corretto per gli effetti di calendario.

Tabella variazioni percentuali degli indici della produzione di nuove costruzioni e ristrutturazioni febbraio 2022

Variazione congiunturale
feb. 22/gen. 22
Variazione congiunturale
dic.21-feb.22/
set.21-nov.21
Variazioni tendeniali
gen. 22/gen. 21
Produzione nelle costruzioni (dati
destagionalizzati)
+3,9%
+5,8%
Produzione nelle costruzioni (dati
corretti per effetti di calendario)
+20,9%
Produzione nelle costruzioni (dati
grezzi)
+20,9%
Fonte ISTAT

Guarda i grafici dell’andamento degli indici della produzione nelle costruzioni a partire da febbraio 2020.

Fonte: ISTAT

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A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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