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Comuni alta tensione abitativa

I comuni ad alta tensione abitativa fanno la loro prima comparsa nel decreto legge n. 551 del 1988 proprio all’articolo 1.

Il decreto elencava tutta una serie di comuni per i quali si sospendeva l’esecuzione delle sentenze di sfratto. La sospensione fu stabilita per arginare l’emergenza abitativa che gli sfratti avrebbero causato, scaricando però il problema sulle spalle di incolpevoli proprietari.

L’equo canone e gli sfratti

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Non a caso il decreto interveniva a rimediare i danni della legge 392/1978 dieci anni dopo la sua entrata in vigore.
Passati i primi otto anni previsti dalla famigerata legge “equo canone” (prima la durata era libera), moltissimi proprietari si erano affrettati a disdire il contratto alla scadenza. Questo perché il’equo canone, calcolato secondo norme prestabilite, risultava troppo basso, rendendo poco remunerativo l’affitto. Aggiungete i due anni necessari per ottenere la sentenza di rilascio dell’immobile ed ecco che otteniamo i prevedibili dieci anni per la messa in atto dell’ineludibile dramma.

Perché di dramma, per moltissimi italiani, si trattò. Infatti si pretendeva, come si pretende oggi per il canone concordato, di determinare la rata di affitto con complicati meccanismi, a scapito, obbligatoriamente, della parte più forte.

Forse sarebbe stato meglio intraprendere subito la strada del sostegno del reddito e degli incentivi alla locazione. Questo avrebbe reso meno oneroso il canone all’inquilino e più vantaggioso l’affitto al proprietario, rendendo il mercato della locazione più dinamico e meno costoso.

Oggi l’obsoleta determinazione dei comuni ad alta tensione abitativa (ATA) è affidato alle delibere del misterioso CIPE. Credo avrebbero dovuto essere biennali, ma l’ultima è la n° 87 del 13/11/2003 che contiene l’elenco di tutti i comun interessati,  pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 40 del 18/2/2004 a pagina 22.

Detrazioni fiscali

Oggi sono previste forti agevolazioni fiscali per proprietari e inquilini di immobili locati a canone concordato o transitorio ubicati nei comuni ad alta tensione abitativa.
Si può usufruire fra le altre, infatti, di una detrazione del 30% sul reddito da locazione in aggiunta a quella già esistente del 5%.

Per questo è utile controllare questa lista, sperando che in futuro i politici pensino di regolare il settore con norme premianti invece che punitive.

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Indice ISTAT maggio 2022

A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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