HomeMercato immobiliareAspettative delle imprese su inflazione e crescita nel 2° trimestre 2018

Aspettative delle imprese su inflazione e crescita nel 2° trimestre 2018

Previsioni inflazione secondo trimestre 2018

La Banca d’Italia ha condotto la seconda indagine del 2018 sull’andamento dei prezzi e del mercato. Il sondaggio viene svolta con cadenza trimestrale presso le imprese con almeno 50 addetti.

Scendono le aspettative di inflazione delle imprese rispetto alla rilevazione precedente.
L’inflazione attesa è infatti pari al +0,9% a sei mesi, +1,1% a un anno, +1,2% a due anni e +1,3% a tre e cinque anni.

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Purtroppo viene rilevato che il lieve aumento dei prezzi previsto è attribuibile ai maggiori costi di produzione e non ad un aumento della domanda, che rappresenterebbe un buon segnale di ripresa dei consumi e quindi dell’economia in generale.

Infatti, parallelamente alla previsione di bassa inflazione, tutti i settori di attività hanno purtroppo registrato un peggioramento delle aspettative sull’andamento dell’economia. Si prevede un calo della domanda sia interna, sia esterna e un peggioramento  dell’occupazione, in particolare per il settore edile, unito a un lieve calo degli investimenti.

In tutti i settori economici prevalgono i giudizi di peggioramento rispetto a quelli di miglioramento: Industria: -7,6, Servizi -13,7, Costruzioni -6,9. Si ricorda che il saldo viene calcolato come differenza fra le percentuali di chi esprime un giudizio positivo e le percentuali di chi esprime un giudizio negativo.

E’ bene ricordare che il periodo in cui è stato svolto il sondaggio (28 maggio-15 giugno 2018) è coinciso con una grande incertezza politico-finanziaria dovuta alla rivoluzione politica innescata dalle elezioni di marzo. E’ quindi presumibile che al placarsi del clima di incertezza corrisponda, al prossimo sondaggio, un’inversione di tendenza sulle aspettative economiche. Sono salite al 34 per cento, infatti, le imprese che prevedono che la loro attività sarà frenata dalla situazione politica e finanziaria.

Previsioni imprese per il 2018. Sondaggio Banca d'Italia - 2° trimestre 2018

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A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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