HomeStatisticheProduzione nelle costruzioni area euro ed Ue a giugno 2018

Produzione nelle costruzioni area euro ed Ue a giugno 2018

Indice mensile della produzione nelle costruzioni in Europa a giugno 2018

Secondo le prime stime di Eurostat, nel mese di giugno 2018 l’indice mensile destagionalizzato della produzione di nuove costruzioni nell’Eurozona è pari a +0,2%. Per quanto riguarda, invece, l’Unione Europea dei 28 stati, compresi quelli che non hanno ancora adottato l’Euro, l’indice vale +0,6%.
Ambedue gli indici sono dunque in calo rispetto a maggio 2018, quando valevano +0,3% e +1,2%, rispettivamente.

Da sottolineare che l’indice generale dell’Eurozona è il risultato della crescita del +0,3% nel settore delle opere pubbliche e del +0,1% in quello residenziale.

Andamento congiunturale per settore e Stati Membri

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Nell’UE28 gli indici mensili del settore delle opere pubbliche progredisce di un robusto +2,1%, mentre il settore residenziale si muove appena del +0,3%.

L’Ungheria guida la classifica con un incremento del +7,2% e si merita l’immagine di copertina. Seguono Slovacchia (+4,5%) e Francia (+3,8%).
In ultima posizione la Slovenia con -5,0%, preceduta, e questa è una sorpresa, dalla Germania con il -3,2%.
In questa classifica degli stati europei con il maggior incremento mensile nella produzione delle costruzioni, l’Italia si piazza al quarto posto, insieme alla Polonia, con un buon +2,4%

Indice annuale della produzione nelle costruzioni in Europa di giugno 2018

Indici in netto aumento, invece, nei confronti dell’anno scorso. Le grandi differenze nella produzione di nuove costruzioni fra gli stati membri si traduce infatti nella crescita tendenziale media del +2,6% nell’Eurozona e del +2,7% nell’UE28.

Andamento tendenziale per settore e Stati Membri

Nell’Eurozona la crescita annua del +2,6% deriva dal +3,7% del settore delle opere pubbliche combinato con il +2,1%  del settore residenziale.

Nel l’UE28 la produzione di nuove opere pubbliche cresce del +6,2% rispetto a giugno 2017, mentre nello stesso periodo le nuove costruzioni residenziali aumentano del +1,8%

Sempre l’Ungheria sugli scudi: in un anno l’indice sale del +28,3%, seguita a breve distanza dalla Polonia con il +24,2%.  Terza la Repubblica Ceca con il  +8,9%. Solo la Bulgaria riporta un indice negativo: -2,9%.
L’Italia, con un buon +5,1% in un anno, lascia intravedere nuovi spiragli di ripresa.

Gli Stati Membri dell’Area euro o Euro-zona

L’area euro o eurozona o zona euro (UE19) comprende Austria, Belgio, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Finlandia.

Gli Stati Membri dell’Unione Europea – UE28

L’unione europea (UE28) comprende Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Regno Unito (ancora per poco).

Andamento produzione nelle costruzioni in Unione Europea a giugno 2018
Indici assoluti della produzione nel settore delle costruzioni da giugno 2009 a giugno 2018.
In rosso gli indici dell’Eurozona, in azzurro quelli dell’Unione Europea.

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A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%). Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)

Indice ISTAT aprile 2022

La stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%
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